Il 20 maggio 2026, presso l’Auditorium RAI al Foro Italico di Roma, trecento studenti provenienti da cinque istituti superiori hanno partecipato a una mattinata che ha messo al centro il tema della safety in relazione alla libertà personale e alla convivenza civile. L’iniziativa, promossa dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza, ha voluto trasformare nozioni tecniche in messaggi accessibili per i più giovani, utilizzando lo sport e il dialogo con le istituzioni come strumenti di comunicazione.
La giornata è stata concepita come conclusione di un percorso formativo iniziato nelle classi con incontri interattivi: l’obiettivo era far comprendere il ruolo dei fondi europei nella sicurezza e nella gestione delle frontiere esterne dell’Unione Europea. Attraverso testimonianze e laboratori pratici, gli studenti hanno potuto osservare come concetti istituzionali si traducano in azioni concrete sul territorio.
L’evento e i protagonisti
La sessione plenaria è stata moderata dalla giornalista del TG1 RAI Alessandra Barone e ha visto la partecipazione del Prefetto Giancarlo Di Vincenzo, autorità di gestione dei programmi, insieme all’attore e regista Daniele Pecci. L’incontro ha privilegiato un linguaggio diretto e pratico per spiegare il significato di prevenzione e controllo in ambito di sicurezza pubblica, mettendo in relazione valori sportivi come l’equilibrio e la responsabilità con le attività istituzionali.
Atleti e testimoni
Tra gli ospiti sportivi, i giovani hanno ascoltato le esperienze di campioni come Luigi Samele, Aldo Montano (scherma), Luigi Busà (karate), Simone Alessio (taekwondo), Alice D’Amato (ginnastica), Riccardo Pianosi (kitesurf) e l’allenatore Andrea Capobianco, riconosciuto come best coach 2026. Le loro storie sono state impiegate come esempi per parlare di autocontrollo, impegno quotidiano e gestione della pressione, qualità che si intersecano con l’idea di una comunità più sicura.
I programmi europei: ISF e BMVI spiegati ai giovani
Nel corso dell’incontro sono stati illustrati i due principali strumenti finanziari: il ISF e il BMVI. Il primo agisce sulla prevenzione e il contrasto di fenomeni come la criminalità organizzata, il terrorismo e la criminalità informatica; il secondo, il BMVI (Border Management and Visa Instrument), è pensato per la gestione delle frontiere esterne e dei visti. A titolo informativo, il BMVI dispone di una dotazione finanziaria di 1.063.676.286,80 €, di cui 633.656.459,97 € provenienti dall’Unione Europea, destinati a sistemi interoperabili e strumenti di controllo.
Perché questi programmi contano
Spiegare ai giovani il funzionamento di questi fondi significa rendere trasparente come risorse pubbliche vengano impiegate per garantire libertà e ordine: la modernizzazione dei processi di rilascio dei visti, l’incremento delle tecnologie per la sorveglianza delle frontiere e la formazione del personale sono esempi concreti. L’approccio adottato ha mirato a mostrare che la sicurezza non è soltanto restrizione, ma anche condizione per uno spazio di crescita e movimento condiviso.
Attività pratiche e il Basecamp al Foro Italico
All’esterno dell’Auditorium è stato allestito un #Basecamp dove gli studenti hanno svolto attività pratiche con operatori della sicurezza, istruttori e formatori delle Forze di Polizia e del soccorso pubblico. Questi momenti hanno permesso di toccare con mano procedure, strumenti e protocolli: un’occasione per comprendere il lavoro quotidiano che sostiene la tutela della collettività.
Gli esercizi sul campo hanno enfatizzato il valore della cooperazione tra istituzioni e cittadini e hanno proposto scenari didattici in cui la prevenzione e la prontezza operativa si traducono in azioni visibili. La presenza degli atleti ha aiutato a tradurre il tema in esempi pratici, rendendo più immediata la comprensione di concetti istituzionali spesso percepiti come astratti.
Conclusioni e prospettive
La giornata del 20 maggio 2026 ha rappresentato un momento di sintesi fra formazione scolastica, sport e comunicazione istituzionale: un modello replicabile per avvicinare le nuove generazioni ai temi della sicurezza e della gestione delle frontiere. Le testimonianze raccolte e le attività svolte intendono sviluppare una consapevolezza duratura sulla funzione dei programmi europei e sul ruolo civile di ciascun cittadino nella costruzione di spazi sicuri e liberi.
Infine, l’evento ha sottolineato l’importanza di continuare a investire in educazione e dialogo per rendere tangibile l’impatto dei fondi europei e per trasformare informazione e responsabilità in pratiche quotidiane condivise.