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Ultimi recuperi nelle grotte delle Maldive: rientrano le salme degli italiani

Recuperati a profondità elevate i corpi di Muriel Oddenino e Giorgia Sommacal; la Procura di Roma dispone autopsie e indaga per omicidio colposo

Ultimi recuperi nelle grotte delle Maldive: rientrano le salme degli italiani

Si sono concluse le operazioni di recupero nella caverna sottomarina dell’atollo di Vaavu: fonti della Farnesina confermano che sono stati riportati a bordo gli ultimi due corpi dei subacquei italiani. Le vittime identificate sono Muriel Oddenino, biologa marina e ricercatrice, e Giorgia Sommacal, la figlia della professoressa Monica Montefalcone. Il ritrovamento è avvenuto all’interno di un sistema di grotte a circa 60 metri di profondità, un ambiente definito dalle autorità locali come particolarmente impegnativo per le condizioni di visibilità e le correnti.

L’operazione di recupero ha coinvolto un team internazionale guidato da sommozzatori finlandesi specializzati e supportato da forze locali e attrezzature provenienti da Regno Unito e Australia. Durante le esplorazioni di soccorso è purtroppo deceduto un soccorritore maldiviano, il sergente maggiore Mohamed Mahudhy, evento che ha aggiunto un ulteriore dramma alla vicenda. Le autorità italiane mantengono un contatto costante con gli operatori sul posto e stanno coordinando le fasi successive al rientro delle salme.

Come sono state condotte le operazioni

La complessità dell’intervento è stata determinata dalla profondità e dalla conformazione della grotta: il team ha impiegato rebreather, DPV (scooter subacquei) e sistemi di supporto vitale ridondanti per garantire sicurezza e autonomia nelle immersioni di penetrazione. I sommozzatori hanno effettuato risalite controllate con tappe di decompressione per evitare rischi ai soccorritori, e la prima salma è stata issata su una barca d’appoggio mentre la seconda ha seguito una procedura di risalita lenta e monitorata. Le autorità locali hanno sottolineato che la cavità era già stata esplorata in passato, ma le condizioni si sono rivelate comunque proibitive per chi non è formato per immersioni estreme.

Ruolo delle squadre internazionali

Il gruppo operativo era composto principalmente da esperti affiliati a DAN Europe e da sommozzatori finlandesi con esperienza in immersioni tecniche profonde fino a oltre 150 metri. Il coordinamento ha visto la partecipazione della Maldives National Defence Force e della guardia costiera locale; inoltre, forniture specialistiche come bombole a circuito chiuso e unità di riciclo aria sono arrivate da paesi partner. Le autorità hanno recuperato anche dispositivi elettronici come videocamere GoPro e computer subacquei, strumenti chiave per ricostruire la dinamica delle immersioni.

La reazione degli inquirenti e le verifiche in corso

La Procura di Roma ha aperto un fascicolo per omicidio colposo contro ignoti e ha disposto l’esecuzione di autopsie sulle salme al loro rientro in Italia. Gli inquirenti provvederanno ad acquisire l’attrezzatura usata durante l’immersione e ascolteranno i connazionali che si trovavano a bordo della safari boat Duke of York, oltre a valutare ogni elemento emerso dai dispositivi recuperati. L’obiettivo è chiarire la sequenza degli eventi e comprendere se ci siano state responsabilità nella gestione tecnica dell’immersione o nella preparazione del gruppo.

Questioni tecniche e certificazioni

Dal contraddittorio tra le parti è emersa una problematica legata alle qualifiche richieste per penetrare nel sistema di grotte: il tour operator che ha venduto il viaggio ha evidenziato, attraverso il proprio legale, che dai documenti in loro possesso nessuno dei subappariva in possesso del brevetto “full cave”, ossia la certificazione specifica per la penetrazione in grotte. L’avvocata dell’operatore ha sottolineato che per le profondità e le condizioni in cui sono stati trovati i corpi sarebbe stato necessario un brevetto full cave rilasciato da qualunque didattica riconosciuta.

La dimensione umana e i prossimi passi

Le famiglie delle vittime hanno ricevuto notizie attraverso i legali e l’ambasciata italiana: il rientro delle salme richiederà tempi tecnici per autorizzazioni e pratiche consolari, come è avvenuto per il primo corpo rientrato in Italia. Tra le dichiarazioni private, il marito di Monica Montefalcone, Carlo Sommacal, ha espresso il desiderio di ricordare la moglie con ricordi sereni e sorridenti, mentre i legali delle famiglie hanno ringraziato l’operato delle autorità locali e dei soccorritori. Nel frattempo, la magistratura proseguirà con le autopsie e con le indagini volte a ricostruire ogni dettaglio di quella che resta una delle più gravi tragedie subacquee verificatesi nella zona.

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