La tradizionale festa della Madonna del Fiore ad Acquapendente ha incoronato il gruppo Torre San Marco come vincitore dell’edizione 2026 dei pugnaloni. Questi grandi pannelli vegetali, realizzati ogni anno con petali, foglie e materiali naturali, trasformano il centro storico in una galleria a cielo aperto dove arte popolare e fede si intrecciano. La scelta della giuria ha valorizzato non solo l’estetica ma anche la capacità dell’opera di stabilire un rapporto diretto con chi osserva, rompendo la tradizionale distanza tra quadro e pubblico.
La manifestazione è seguita da migliaia di visitatori provenienti da diverse regioni e si svolge secondo riti consolidati che combinano impegno collettivo, memoria storica e spettacolo. Il lavoro dei gruppi, consistente in lunghe notti di composizione floreale e assemblaggio, culmina nell’esposizione e nella valutazione finale da parte di una giuria esperta. In questa edizione, insieme al premio assoluto a Torre San Marco, sono emersi temi ricorrenti come la pace, la solidarietà e il superamento delle divisioni, trasformando i pannelli in dichiarazioni visive oltre che in opere decorative.
Il pugnalone vincente: tema, autori e impatto
Il pannello presentato da Torre San Marco si è distinto per una lettura simbolica che invita alla riconquista della libertà attraverso la rottura di strutture opprimenti. Il bozzetto è stato firmato da Dorella Colonnelli e il gruppo guidato da Marcello Poponi ha tradotto l’idea in una composizione che combina elementi architettonici e dettagli floreali di alta precisione. La giuria ha sottolineato la realizzazione tecnica e il forte impatto scenico, apprezzando in particolare la scelta di far dialogare l’opera con lo spettatore, varcando idealmente il confine tra creazione e pubblico.
Motivazioni della giuria
Nel verbale di selezione la commissione ha motivato l’attribuzione del primo posto alla capacità del pugnalone di rompere il piano di osservazione e di proporre una lettura attuale e politica senza rinunciare alla qualità cromatica e compositiva. La combinazione di elementi architettonici costruiti con materiale naturale e di una regia scenica che porta l’occhio dello spettatore oltre la superficie ha fatto la differenza. La dichiarazione dei giurati ha inoltre evidenziato come l’opera abbia saputo unire linguaggio poetico e rigore tecnico, risultando coinvolgente tanto per il pubblico quanto per gli esperti.
Classifica, premi e altri protagonisti
Dietro a Torre San Marco si è piazzato il gruppo Porta della Ripa, con bozzetto di Flavio Boggi e la direzione di Alessandro Pasquini e Francesco Del Segato, che ha convinto per la potenza espressiva e una palette cromatica essenziale ma intensa. Al terzo posto è arrivato il gruppo Barbarossa (bozzettista Walter Tagliaferri, capogruppo Maurizio Sebastiani), seguito da Acquaviva al quarto posto, Via del Fiore quinto e Costa San Pietro sesto. Ogni opera ha portato un messaggio preciso: dalla denuncia degli squilibri digitali alle riflessioni sulla memoria e sul futuro comune.
Premi popolari e della critica
Il premio della giuria popolare, intitolato a Mario Ronchini, è stato assegnato a Porta della Ripa, che ha saputo conquistare il favore del pubblico con un messaggio diretto. La giuria di critica Avis ha invece premiato il gruppo Rugarella, guidato dal bozzettista Luca Lombardelli e dalla capogruppo Francesca Del Segato, per un linguaggio formale e una scelta materica apprezzata dagli esperti. Questi riconoscimenti sottolineano l’equilibrio tra giudizi specialistici e percezione collettiva nella valutazione dei pugnaloni.
Festa, radici storiche e partecipazione cittadina
Le radici della festa affondano nel 1166, quando la tradizione racconta che un ciliegio secco rifiorì come segno della Vergine, evento che pose fine a una lunga siccità: da quel miracolo nasce il rito dei pugnaloni. Il termine richiama il pungolo, antico attrezzo contadino diventato simbolo di resistenza e identità locale. La giornata conclusiva includeva sbandieratori, la messa nella basilica del Santo Sepolcro e la processione con la statua della Madonna del Fiore, momenti in cui la componente religiosa e quella folclorica si fondono in un’unica celebrazione collettiva.
Nonostante qualche perturbazione meteorologica nei giorni precedenti, la manifestazione si è svolta regolarmente con ampio afflusso di pubblico, compresa la partecipazione di scolaresche al progetto del Mini Pugnalone, che testimonia la trasmissione della tradizione alle nuove generazioni. In chiusura è stata anche comunicata l’estrazione del Signore di mezzo maggio 2027, risultato affidato ad Alfio Cica, a conferma di come la festa guardi al futuro preservando memoria e partecipazione.