Il governo ha deciso di prorogare il taglio delle accise sul gasolio fino al 5 settembre, con l’obiettivo di contenere l’aumento dei costi dei carburanti durante il periodo di controesodo estivo. Questa misura, che prevede uno sconto di 17 centesimi al litro, è stata approvata nel corso del Consiglio dei ministri e stanzerà circa 130 milioni di euro.
Dopo questa proroga, il governo intende introdurre nuove forme di sostegno contro il caro carburante, selettive sulla base del reddito. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni ha espresso la necessità di agire rapidamente per definire queste misure e la loro copertura finanziaria.
Nuove modalità di sostegno e copertura finanziaria
Le risorse per coprire lo sconto sulle accise provengono da un nuovo meccanismo di acconto fiscale sulle tasse dei dividendi anticipati dai grandi gruppi energetici. Questo meccanismo, definito inedito è stato concordato con i gruppi coinvolti e dovrebbe riguardare principalmente Eni.
L’acconto fiscale, fissato al 39%, permetterà alle società di maturare un credito di imposta equivalente. Questo meccanismo è diverso dall’accordo tra governo e banche del 2026 sul rinvio delle deduzioni delle quote delle svalutazioni e perdite dei crediti e dell’avviamento correlate alle Dta.
Reazioni politiche e proposte alternative
Le decisioni del governo hanno suscitato diverse reazioni politiche. Giuseppe Conte leader del Movimento 5 Stelle, ha criticato il taglio delle accise definendolo un ‘sconticino’ impercettibile già assorbito dai prezzi dei carburanti. Ha inoltre accusato il governo di mostrare coraggio solo quando si tratta di stanziamenti per le armi.
La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein ha invitato il governo a tassare gli extraprofitti per alleviare il carico sui cittadini. Anche all’interno della maggioranza ci sono tensioni: il vicepremier Antonio Tajani è contrario alla tassazione degli extraprofitti delle banche, mentre la Lega propone uno scostamento di bilancio da 20 miliardi.
L’impatto del caro carburante sulle famiglie
Secondo l’Ufficio economico di Confesercenti quest’estate il costo del carburante ha pesato significativamente sui bilanci delle famiglie. A luglio e agosto 2026, gli automobilisti hanno speso il 21% in più rispetto allo stesso periodo del 2026. La benzina è passata da 1,70 euro al litro a 2 euro, mentre il gasolio ha superato i 2,13 euro al litro.
Il taglio delle accise ha ridotto la spesa per i rifornimenti di circa 300 milioni di euro nei soli mesi di luglio e agosto. Senza questo intervento, un pieno da 50 litri sarebbe costato circa 8,50 euro in più per il gasolio e 10 euro in più per la benzina.
Iniziative locali contro il caro carburante
Mentre il governo cerca soluzioni nazionali, alcune iniziative locali stanno facendo la differenza. A Valle Castellana un piccolo comune in provincia di Teramo, il sindaco ha deciso di gestire direttamente l’unico distributore del paese, vendendo carburante quasi al prezzo di costo. Questa iniziativa, battezzata ‘benzina del sindaco’ permette ai cittadini di risparmiare tra 10 e 20 centesimi al litro.
L’idea è nata nel 2018 per salvare un servizio essenziale in un territorio colpito dallo spopolamento. Oggi, la pompa pubblica è diventata un esempio di gestione efficiente e un caso politico, con critiche al governo per non aver saputo abbassare i prezzi dei carburanti.
Un altro esempio di risparmio sui carburanti viene dalla Repubblica di San Marino dove la benzina costa 1 euro e 69 centesimi al litro. Questo prezzo più basso ha attirato molti automobilisti italiani, soprattutto da Rimini, Pesaro e Cesena, che si recano qui per fare rifornimento prima di intraprendere viaggi lunghi.



