In una serata di mobilitazione intensa, circa un centinaio di studenti appartenenti alla Rete degli Studenti Medi e all’Unione degli Universitari hanno manifestato davanti al ministero dell’Istruzione portando avanti la campagna dal titolo “Il nostro tempo è ora”.
La protesta non si limita a questioni contingenti, ma si proietta verso una visione politica più ampia, articolata in tre pilastri fondamentali: istruzione pubblicapace e disarmo e redistribuzione della ricchezza.
Istruzione pubblica: un diritto da garantire
Il primo punto della piattaforma rivendicativa riguarda le condizioni materiali degli studenti, un tema cruciale che tocca aspetti come l’edilizia scolastica e universitaria il caro-studi e l’accessibilità economica dell’università.
“Un sistema educativo realmente pubblico e accessibile non può essere considerato un costo, ma deve rappresentare una priorità politica e un investimento sul futuro collettivo”, affermano i manifestanti, sottolineando l’importanza del diritto allo studio e dell’autonomia scolastica.
Pace e disarmo: una società fondata sulla cooperazione
In un contesto internazionale segnato da conflitti, riarmo e militarizzazione crescente, gli studenti rivendicano una società basata sulla cooperazione tra i popoli e sul ripudio della guerra.
“In un contesto internazionale segnato da guerre, riarmo e crescente militarizzazione, rivendichiamo una società fondata sulla cooperazione tra i popoli e sul ripudio della guerra”, dichiarano, legando indissolubilmente questa battaglia alla loro lotta antifascista e contro ogni forma di repressione.
Difendere gli spazi democratici, il dissenso e la libertà di espressione significa contrastare la deriva autoritaria e liberticida che attraversa il nostro Paese.
Redistribuzione della ricchezza: diritti e servizi universali
Il terzo pilastro della piattaforma riguarda la redistribuzione della ricchezza vista come condizione necessaria per garantire diritti e servizi realmente universali.
Gli studenti sottolineano che questi tre filoni, pur diversi tra loro, sono profondamente intrecciati e individuano nella difesa dei diritti, nella giustizia sociale e nella costruzione di una società più libera e solidale le basi del loro agire politico e sindacale.
“Tre terreni diversi, ma profondamente intrecciati, che individuano nella difesa dei diritti, nella giustizia sociale e nella costruzione di una società più libera e solidale le basi del nostro agire politico e sindacale”, spiegano gli studenti.



