14 Settembre 2026 🌤 29°

Rientro scolastico 2026: proteste per aule senza condizionamento e edifici insicuri

Il rientro scolastico a Roma e nel Lazio è segnato da proteste per il caldo e le condizioni precarie degli edifici. Gli studenti chiedono soluzioni immediate.

Rientro scolastico 2026: proteste per aule senza condizionamento e edifici insicuri

Il nuovo anno scolastico a Roma e nel Lazio inizia tra supplenze, aule senza condizionamento e strutture fatiscenti. Nonostante il calo delle temperature, gli studenti denunciano condizioni insostenibili, spingendo la Rete degli studenti medi a organizzare proteste e a inviare lettere ai dirigenti scolastici.

Docenti e supplenze: i numeri del rientro

Nel Lazio sono state effettuate 4468 immissioni in ruolo di nuovi docenti. La maggior parte delle assunzioni riguarda le scuole primarie, con 1468 posti, di cui oltre 1300 a Roma. Per le insegnanti di sostegno, i posti sono 337 mentre per le scuole dell’infanzia sono previste 378 assunzioni, di cui circa 246 nella Capitale. Nelle medie e superiori, le assunzioni riguardano principalmente docenti di matematica, fisica e scienze. Tuttavia, il numero di supplenze assegnate nel primo turno, quello del 28 agosto è ancora significativo: oltre 6300.

Strutture scolastiche: un quadro preoccupante

Il rapporto di Cittadinanzattiva sulla sicurezza degli istituti scolastici nel Lazio e a Roma presenta un quadro allarmante. Da settembre 2025 ad agosto scorso, si sono verificati sei episodi di crolli e allagamenti. Tra i casi più gravi, l’allagamento dei corridoi al liceo classico Pilo Albertelli lo scorso gennaio, il crollo di porzioni di controsoffitto e intonaco in un’aula al Plinio Seniore e il crollo del controsoffitto sulle scale all’istituto superiore Diaz nell’ottobre 2025.

Gli impianti di condizionamento sono presenti solo nel 2,35% delle scuole (115 plessi), mentre quelli di ventilazione sono presenti in 47 plessi (0,96%). Nonostante gli investimenti del Pnrr e del progetto Scuole verdi i fondi non sono sufficienti per intervenire su tutte le strutture. Gli appelli a Regione e governo per ottenere più fondi si moltiplicano.

Il problema del caldo e le richieste degli studenti

Le alte temperature continuano a essere un problema significativo. Gli studenti che hanno già riaperto i battenti denunciano un caldo insopportabile soprattutto nelle aule più affollate e in quelle ai piani alti e più esposte al sole. La Rete degli studenti medi ha organizzato una protesta davanti al liceo Avogadro di Roma, distribuendo ventagli e esponendo cartelli con scritto “Le scuole crollano e si muore di caldo”.

“Ogni anno si torna in classe trovando gli stessi problemi”, spiega Simone Montori coordinatore regionale della Rete degli Studenti Medi del Lazio. “Il diritto allo studio passa anche dalla sicurezza e dalla vivibilità degli spazi scolastici. Serve un piano straordinario da parte del ministero, che non può girarsi ancora dall’altra parte.”

Alessandro Tatarella segretario generale dell’Flc Cgil Roma e Lazio aggiunge: “Il caldo estremo di questo periodo si somma alla condizione di edifici scolastici spesso in condizioni inadeguate: è una questione di salute, sicurezza e qualità del servizio pubblico. Non possiamo affrontare questi problemi ogni anno come se fossero una sorpresa. Servono interventi strutturali e risorse adeguate.”

Diego Piccoli segretario generale della Fillea Cgil Roma e Lazio sottolinea: “Nonostante gli interventi finanziati dal Pnrr, troppe scuole del Lazio riapriranno ancora con aule calde e strutture non adeguate. Gli investimenti annunciati non rispondono al fabbisogno reale della nostra regione: servirebbero almeno 25 milioni di euro soltanto per intervenire sulle scuole di Roma.”

La Rete degli studenti medi ha inviato una lettera ai dirigenti scolastici degli istituti della Capitale e di tutta la Regione, chiedendo interventi contro le alte temperature. Tra le proposte figura l’introduzione di una maggiore flessibilità per quanto riguarda il dress code a scuola, con deroghe temporanee che consentano agli studenti di indossare capi adeguati alle alte temperature. Si chiede inoltre di promuovere azioni informative sui comportamenti corretti da adottare per prevenire malori legati al caldo e di valutare soluzioni pratiche per rinfrescare gli ambienti più esposti e a rischio.

Diverse scuole si stanno organizzando con orari ridotti per combattere le alte temperature, una soluzione che, in alcuni casi, ha scatenato la protesta delle famiglie.

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