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Nido sotterraneo di vespe al circolo Nomentano: intervento per 30mila insetti

Una colonia sotterranea di vespe ha invaso un'area del circolo di tiro con l'arco Nomentano a Roma; l'intervento ha rivelato un favo multilivello con circa 30mila individui e regine pronte a riprodursi

Nido sotterraneo di vespe al circolo Nomentano: intervento per 30mila insetti

Nel quartiere Nomentano di Roma un’area verde del circolo sportivo di tiro con l’arco Nomentano è stata teatro di una scoperta inattesa: sotto un telo di plastica, inizialmente scambiato per una roccia, si nascondeva un vasto nido sotterraneo di vespe. L’emergenza ha reso temporaneamente inaccessibili i campi frequentati quotidianamente da atleti e giovani, obbligando i gestori a isolare la zona e a chiamare esperti per la bonifica.

Il fenomeno ha messo in evidenza come alcune specie di imenotteri riescano a sfruttare cavità del suolo e materiali antropici per costruire strutture complesse. La strategia di nidificazione sotterranea e la presenza di molte regine hanno trasformato quella che poteva sembrare una piccola infestazione in una minaccia potenzialmente pericolosa per la sicurezza pubblica.

Scoperta e intervento tecnico al circolo Nomentano

La presenza costante di insetti aggressivi vicino ai vialetti e alle aree di allenamento ha insospettito il gestore della struttura, che ha inizialmente tentato rimedi fai-da-te per risolvere il problema. Dopo vari tentativi inefficaci, inclusi metodi tradizionali che non hanno arrestato la colonia, è stato deciso di richiedere l’intervento di un professionista. Andrea Lunerti esperto sul posto, ha raccontato la fase operativa: “Prima di procedere alla messa in sicurezza – ha raccontato a “Il Messaggero” Andrea Lunerti – con il mio collaboratore, Alessandro abbiamo cercato di intercettare la colonia“. Le operazioni hanno richiesto lo scavo in profondità per raggiungere il cuore del nido.

Uso di macchinari e protezioni durante la bonifica

Per estrarre il favo è stato necessario impiegare mezzi meccanici per rimuovere le zolle di terra e smantellare lo strato protettivo formato anche dal telo di plastica. Gli operatori hanno lavorato con tute protettive e strumenti adeguati per limitare il rischio di attacchi. La rimozione manuale si è dimostrata insufficiente di fronte a un favo multilivello, motivo per cui lo scavatore ha svolto un ruolo cruciale nell’operazione.

Dimensioni della colonia e rischio per frequentatori

Dallo scavo è emerso un favo complesso, composto da strati sovrapposti che ospitavano numerose celle con larve e un alto numero di individui. L’osservazione diretta ha permesso di stimare che la colonia conteneva almeno 30mila esemplari, tra operose e regine pronte a dare origine a nuove famiglie di imenotteri. Questa densità rende la situazione particolarmente critica in un contesto urbano frequentato da persone.

La specie implicata mostra comportamento aggressivo quando il nido viene disturbato: il calpestio del terreno o le vibrazioni possono scatenare reazioni collettive degli insetti. A differenza delle api, molte vespe mantengono la capacità di pungere ripetutamente, aumentando il rischio di punture multiple e di reazioni gravi in soggetti allergici. Nel caso del circolo Nomentano, la vicinanza degli atleti e l’abbigliamento estivo (spalle e gambe scoperte) hanno reso la rimozione urgente per tutelare la salute pubblica.

Fattori ecologici che hanno favorito la nidificazione

La colonizzazione di aree urbane da parte di specie nidificanti nel suolo è favorita dalla trasformazione degli ambienti naturali e dalla disponibilità di ripari in contesti antropizzati. Elementi come giardini, intercapedini e materiali abbandonati possono offrire condizioni favorevoli per lo sviluppo di colonie. Nel caso osservato al circolo di tiro con l’arco, l’uso di materiali umani come il telo di plastica ha fornito una copertura che ha contribuito a proteggere il favo dall’umidità e dalle intemperie, consentendo alla colonia di prosperare fino a dimensioni record.

Il recupero dell’area ha richiesto un’attenta rimozione del materiale infetto e il trattamento delle cavità residue per impedire ricostituzioni immediate della colonia. Grazie all’intervento specialistico, l’area è stata messa in sicurezza per permettere, in seguito, la ripresa delle attività sportive. La vicenda sottolinea l’importanza di un approccio professionale e di precauzioni adeguate quando si affrontano nidi sotterranei di imenotteri in contesti urbani e ricreativi.

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