Il punto vendita Bata situato a Casal Bertone è stato chiuso quasi all’improvviso, lasciando tre dipendenti in una situazione di grande incertezza. Le lavoratrici, con più di vent’anni di servizio continuativo, hanno ricevuto la comunicazione di dover cambiare sede a una distanza superiore a trenta chilometri dal loro domicilio.
Proposte di trasferimento a più di 30 km dal quartiere
Una delle dipendenti ha raccontato che l’azienda le ha indicato una nuova sede “fuori dal comune di Roma, a più di 30 chilometri di distanza”. Non è l’unica a subire tale provvedimento: una collega ha visto diminuiti gli orari contrattuali da 38 a 20 ore settimanali, accompagnati da un trasferimento similare verso il centro della capitale.
Impatto dei lunghi spostamenti sul lavoro part-time
Il nuovo turno prevede solo quattro ore di presenza in negozio, ma il viaggio di andata e ritorno richiederebbe circa tre ore al giorno. “Sarebbe praticamente un altro turno di lavoro”, ha detto la dipendente, sottolineando che la famiglia possiede un’unica automobile, rendendo impossibile dedicare il mezzo a tutti gli spostamenti quotidiani.
Turni flessibili che erodono la stabilità
Fino a poco tempo fa, le collaboratrici avevano orari fissi, con le domeniche dedicate al lavoro straordinario e retribuite Ora, il contratto è stato modificato: i turni sono definiti “flessibili” e spesso vengono “sposati” alla sera, rendendo difficile conciliare le esigenze familiari. Inoltre, l’azienda può cambiare l’orario fino a due giorni prima, togliendo la domenica come giorno di riposo.
Diritti dei lavoratori con legge 104
Tutte le tre dipendenti beneficiano dei permessi previsti dalla legge 104 sia per assistenza a figli che a genitori anziani. La normativa consente di richiedere la revoca della flessibilità contrattuale presentando una domanda entro 60 giorni dalla sua introduzione, ma finora non è stata avanzata alcuna richiesta formale.
Reazioni e prospettive future
Le lavoratrici hanno espresso la volontà di continuare a collaborare con Bata dichiarando: “Stimiamo tutt’ora l’azienda e non vorremmo cambiarla, ma questo sembra quasi un trasferimento fatto per spingerci ad andarcene”. Nonostante la difficoltà nel reperire un nuovo impiego nella zona, rimangono in attesa di un dialogo più costruttivo da parte della direzione, che non ha chiesto loro opinioni o preferenze prima di comunicare i cambiamenti.
Il caso di Casal Bertone evidenzia come la chiusura di un punto vendita possa avere ripercussioni profonde sulla vita quotidiana dei dipendenti, specialmente quando la decisione è accompagnata da trasferimenti a lunghe distanze e da una crescente instabilità oraria.



