Le ondate di calore stanno diventando sempre più frequenti e intense, mettendo a dura prova la salute dei lavoratori. A Napoli e provincia, la situazione è particolarmente critica, con oltre 57mila lavoratori esposti quotidianamente a rischi legati alle alte temperature. Questo fenomeno non riguarda solo la Campania, ma è diffuso in tutta Italia, con Roma e Milano tra le città più colpite.
Il rapporto “Lavoratori a rischio per le ondate di calore”, redatto con le previsioni del progetto Worklimate e il contributo della Cgil, ha evidenziato un aumento significativo delle giornate caratterizzate da un rischio caldo alto. Se nel biennio 2026-2026 si contavano in media 34 giornate estive a rischio, nel 2026-2026 sono salite a 50, con un incremento del 47% in cinque anni.
I settori più colpiti e le misure di tutela
I settori più colpiti sono le costruzioni, con 28mila lavoratori esposti, il trasporto merci su strada e il magazzinaggio, con 17mila lavoratori, e i servizi per edifici e manutenzione del verde, con 8mila lavoratori. La frequenza delle giornate a rischio caldo alto è aumentata del 60% tra il 2026 e il 2026, arrivando al 38% di tutte le giornate estive analizzate.
“I dati del rapporto certificano una situazione divenuta ormai insostenibile per migliaia di lavoratrici e lavoratori a Napoli così come in tutta la regione”, dichiara Nicola Ricci, segretario generale Cgil Napoli e Campania. Nonostante l’ordinanza regionale che vieta lo svolgimento di attività lavorative dalle 12:30 alle 16:30 nei giorni di alta temperatura, continuano a registrarsi morti sul lavoro causate da malori dovuti alle temperature eccessive.
Le richieste di Greenpeace Italia e Cgil
Greenpeace Italia e Cgil chiedono al governo italiano di abbandonare rapidamente le fonti fossili, adottando un piano di uscita dal gas entro il 2035. Inoltre, propongono l’introduzione di una tassazione permanente sui profitti delle industrie del gas e del petrolio per finanziare la transizione energetica verso le fonti rinnovabili. “Salute e sicurezza sono al centro delle nostre battaglie sindacali”, sottolinea Ricci.
Le proteste dei rider e le misure di sicurezza
La questione della sicurezza sul lavoro nelle giornate di caldo estremo non riguarda solo i settori tradizionali. Anche i rider, i fattorini delle piattaforme di consegna, stanno protestando per chiedere maggiori tutele. A Milano, i rider di Glovo, Deliveroo e Just Eat hanno incrociato le biciclette per chiedere il blocco delle attività nelle ore più calde senza perdita di salario.
“Chiediamo a Glovo, Deliveroo e al Prefetto di Milano soluzioni tangibili per i lavoratori: misure che tutelino la loro salute senza costringerli a perdere salario”, spiega Andrea Bacchin della Nidil Cgil. I rider sciopereranno anche a Firenze e Bologna, chiedendo l’apertura immediata di un tavolo di confronto con le piattaforme.
Intanto, in altre città italiane, come Roma e Firenze, si stanno intensificando i controlli nei cantieri e nelle attività all’aperto per verificare il rispetto delle disposizioni a tutela dei lavoratori. A Modena, la Polizia locale ha effettuato controlli a campione nei cantieri attivi sul territorio, accertando che gli operai si alternavano nelle aree più fresche per raffreddarsi.
La situazione è critica, ma le richieste di tutela e le proteste dei lavoratori stanno mettendo in luce l’urgenza di intervenire per garantire condizioni di lavoro sicure e dignitose.



