Il benessere di una metropoli si misura anche attraverso la quantità e la qualità degli spazi verdi a disposizione dei cittadini. In questa prospettiva, la recente inaugurazione di Tiberis – ottavo parco fluviale sul Tevere – rappresenta un tassello fondamentale per la riqualificazione e la sostenibilità di Roma.
La cerimonia, tenutasi a fine luglio sul lungofiume, ha visto la partecipazione del sindaco Roberto Gualtieri, che ha ricordato quanto sembrasse “un lavoro impossibile” trasformare quelle aree abbandonate in un vero e proprio polmone verde per la capitale.
Tiberis: 1,9 ettari di rinascita botanica
Il nuovo parco si estende su 1,9 ettari di terreno, incorniciato dai resti dell’antica Villa di Pietra Papa, dalla Basilica di San Paolo Fuori le Mura e dal ponte Marconi. L’intervento è iniziato con una bonifica della vegetazione invasiva su più di 11.400 mq per poi procedere alla piantumazione di 101 alberi1.430 arbusti e 630 piante palustri e acquatiche. Inoltre, sono stati rigenerati 5.400 mq di prato lungo le sponde, creando un habitat più naturale per la fauna fluviale.
Dettaglio botanico: tamerici, vasche d’acqua e università
Tra le opere più significative, la ricostruzione del boschetto di tamerici e la realizzazione di un piccolo giardino d’acqua con dieci vasche, popolato da specie vegetali selezionate. Il progetto botanico è stato curato dalla consulenza scientifica dell’Università Roma Tre che ha garantito la scelta di piante adatte al clima urbano e alle condizioni idriche del fiume.
Spazi per sport, relax e innovazione sostenibile
Il cuore pulsante di Tiberis è la Piazza dell’Acqua una vasca di 30 × 9 metri e 40 cm di profondità. D’estate diventa una piscina a cielo aperto, mentre in inverno ospita eventi e spettacoli. Attorno alla piazza, una pavimentazione in legno di circa 200 mq è dotata di spruzzi d’acqua alimentati dal ricircolo dei “nasoni”, offrendo un sollievo rinfrescante durante le ondate di caldo.
Per chi ama lo sport, il parco ha ricevuto due campi da beach volley completamente ristrutturati e una zona relax attrezzata con sdraio, ombrelloni e docce. Un’area dedicata ai cani, un chiosco con zona ristoro ombreggiata e servizi igienici completano l’offerta, rendendo il parco fruibile tutto l’anno.
Fitodepurazione: canneti e sambuco al servizio del fiume
Un elemento innovativo è l’impianto di fitodepurazione che tratta le acque di scarico del ponte Marconi. I canneti Arundo donax e le piante di Sambucus nigra agiscono da filtri naturali, contribuendo alla pulizia delle acque prima che rientrino nel Tevere.
Un progetto inserito nel più ampio disegno dei parchi fluviali di Roma
L’assessora Alfonsi ha sottolineato che Tiberis si aggiunge agli altri sei parchi realizzati con i fondi giubilari – Ponte MilvioForo ItalicoPrati dell’Acqua AcetosaLungotevere delle Navi e Ostia Antica – e a quelli di Marconi e Magliana. L’obiettivo è creare il più grande parco fluviale d’Europa valorizzando le sponde del Tevere come luoghi di relax e attività all’aria aperta oltre a ripristinare ecosistemi preziosi per la città.
Con la trasformazione in parco permanente, Tiberis non è più una soluzione temporanea, ma un vero e proprio punto di riferimento per la vita urbana, dimostrando come la Giunta Capitolina sia in grado di coniugare ambizione e praticità nella gestione del patrimonio naturale cittadino.



