Sabato 19 settembre, la capitale ha ospitato un corteo che ha attraversato Piazza della Repubblica per giungere a Piazza Vittorio, con una partecipazione stimata in 50 mila persone. Il raduno, documentato da Valentina Stefanelli, ha riportato al centro dell’opinione pubblica una questione ormai latente: la gestione dell’edificio ex Inpdap, noto come Spin Time e le tensioni tra chi rivendica il diritto all’abitare e chi difende il diritto di proprietà.
La disputa su Spin Time e la richiesta di trasformazione
Gli ex occupanti del palazzo di via di Santa Croce in Gerusalemme, presenti per 13 anni hanno avanzato una proposta al Comune di Roma: la cessione delle cubature a Internet della proprietà attuale, rappresentata da Investire Sgr per realizzare un progetto di edilizia residenziale pubblica destinato agli stessi occupanti. Un esempio parzialmente replicato è il caso di Porto Fluviale dove un’occupazione è stata trasformata in abitazioni pubbliche. Il sindaco Gualtieri ha mostrato una certa apertura, presentando un’offerta che tuttora resta non accettata, lasciando la trattativa in corso.
Confedilizia Roma e la difesa di entrambi i diritti
All’indomani del corteo, la presidente di Confedilizia Roma avv. Claudia Barina ha sottolineato che “Il tema del problema abitativo è stato riportato con forza al centro”. La confederazione ha ricordato che diritto all’abitare e diritto di proprietà non sono opposti, ma devono coesistere sotto la tutela della legalità. Barina ha citato la sentenza del tribunale civile di Roma del 18 dicembre 2025, che ha condannato il Ministero dell’Interno a pagare € 21.182.118,50 più interessi, con un ulteriore importo di € 206.932,53 per ogni mese trascorso fino alla liberazione dell’immobile, avvenuta il 29 luglio 2026 a seguito di un incendio. “Sono numeri che non possono essere ignorati”, ha affermato Barina, evidenziando il peso economico che ricade sullo Stato e,
Condizioni per un acquisto responsabile da parte del Comune
L’assessore alla Cultura Massimiliano Smeriglio intervenuto durante il corteo, ha ricordato che “la partita non è finita”. Confedilizia ha precisato che un eventuale acquisto dell’immobile da parte di Roma Capitale non costituisce di per sé un problema, a patto che rispetti criteri di interesse pubblico sostenibilità economica e trasparenza. La procedura dovrebbe prevedere regole uguali per tutti gli interessati, senza privilegiare chi ha occupato l’edificio per un lungo periodo. La risposta istituzionale, secondo Barina, deve basarsi su strumenti consolidati come l’edilizia residenziale pubblica, le graduatorie per l’assegnazione e i programmi di welfare abitativo, evitando che la necessità abitativa si traduca in una forma di “legittimazione dell’occupazione prolungata”.
Il caso Spin Time si è così trasformato in un banco di prova per le politiche urbane di Roma: da una parte, la pressione di una vasta base di cittadini che esigono soluzioni concrete al problema abitativo; dall’altra, la difesa di un diritto di proprietà che, se violato, può comportare ingenti risarcimenti allo Stato. L’esempio di Porto Fluviale dimostra che è possibile coniugare le due esigenze, ma solo se il procedimento è guidato da criteri chiari e da fondi pubblici adeguati, come il PNRR. In questo scenario, la sfida per le autorità è trovare un equilibrio tra la necessità di tutelare i proprietari e l’obbligo di garantire una casa dignitosa a chi è senza tetto.
Le istituzioni, dal Comune al Ministero, dovranno rispondere con decisione, garantendo che le politiche abitative non si fondino sulla negazione della proprietà privata, ma piuttosto su una gestione trasparente e condivisa degli spazi urbani.



