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Antigone in danza e parola: il nuovo allestimento di Alan Lucien Øyen al Teatro Argentina

Antigone torna a Roma in una versione che fonde <strong>danza contemporanea</strong> e teatro; uno spettacolo di Alan Lucien Øyen che ripensa il mito attraverso corpi e parole

Antigone in danza e parola: il nuovo allestimento di Alan Lucien Øyen al Teatro Argentina

Dopo il debutto in prima mondiale al Teatro Ostia Antica Festival lo scorso anno, lo spettacolo Antigone firmato da Alan Lucien Øyen ritorna a Roma e sarà in scena al Teatro Argentina dal 28 al 31 maggio. Questa produzione propone una rilettura che non si limita a riproporre la tragedia classica, ma la trasforma in un percorso scenico dove il movimento e la parola dialogano costantemente, offrendo al pubblico un’esperienza emotiva e avvolgente. Il lavoro di Øyen, artista associato del Norwegian National Opera and Ballet, è riconosciuto per la capacità di contaminare registri e linguaggi, creando performance che uniscono il rigore della coreografia con l’intensità del racconto teatrale.

Lo spettacolo si sviluppa come una specie di partitura visiva: i danzatori non sono solo interpreti di passi, ma anche narratori corporei che traducono concetti in immagini in movimento. In scena si incontrano elementi del Tanztheater e una sensibilità vicina al linguaggio cinematografico che caratterizza molte delle produzioni di Øyen. La scelta di mescolare realtà e finzione genera una narrazione che procede per associazioni, frammenti e ricomposizioni, stimolando lo spettatore a ricostruire significati e a confrontarsi con questioni contemporanee che il mito di Sofocle continua a porre.

Alan Lucien Øyen e la sua visione

Il lavoro del coreografo si distingue per una forte attenzione alla dimensione umana e alla testimonianza corporea: Øyen indaga il modo in cui i corpi raccontano storie di conflitto, perdita e resistenza. La sua idea di Antigone non è una ricostruzione filologica del testo antico, ma una reinterpretazione radicata nei problemi odierni, dove il concetto di dignità è centrale. La drammaturgia si costruisce su una pluralità di voci sceniche e sui contrasti tra individuo e istituzione, mettendo in luce come le dinamiche di potere influenzino le vite e le scelte dei personaggi.

Un linguaggio ibrido

Nel progetto convivono pratiche diverse: la precisione della coreografia contemporanea si sposa con la forza della parola scenica e con una messa in scena che predilige immagini potenti e sequenze evocative. L’uso di movimento come linguaggio primario permette di esplorare temi complessi senza dipendere esclusivamente dal testo, mentre i momenti parlati rafforzano i nodi emotivi e concettuali. Questa commistione rende lo spettacolo accessibile a chi cerca una lettura simbolica del mito, ma anche a chi predilige l’impatto fisico e sensoriale della danza.

Temi e messa in scena

Il nucleo tematico dello spettacolo verte su questioni notevoli: dignità, autorità, resistenza e la complessa condizione femminile. Øyen affronta questi argomenti scegliendo di distribuire il ruolo di Antigone tra interpreti diversi, un espediente che consente di rappresentare molteplici sfaccettature del conflitto interiore e sociale. Così il personaggio non è circoscritto a un solo corpo, ma diventa un archetipo che attraversa generazioni e identità, rimarcando come il tema della dignità rimanga attuale e trasversale nella società contemporanea.

Il ruolo di Antigone oggi

Attraverso le scelte sceniche emerge una riflessione sul significato della civiltà quando viene meno il rispetto per la dignità altrui: lo spettacolo rilegge il gesto di disobbedienza di Antigone come simbolo di resistenza civile e personale. In questa lettura, la tragedia antica diventa lente per osservare questioni moderne quali l’oggettificazione, le disparità di genere e le disuguaglianze. La performance suggerisce che chiunque, in diversi contesti, può incarnare l’atteggiamento di Antigone, trasformando il mito in un laboratorio di memorabilità e impegno collettivo.

Informazioni pratiche

Le recite sono programmate al Teatro Argentina in Largo Torre Argentina 52: biglietti da 25 a 40 euro. Per informazioni e prenotazioni è disponibile la biglietteria al numero 06.684.000.311 e via email all’indirizzo biglietteria@teatrodiroma.net. Gli orari degli spettacoli sono giovedì e venerdì alle 20.00, sabato alle 19.00, domenica alle 17.00; la rappresentazione domenicale sarà proposta in lingua originale con sovratitoli in italiano. Ulteriori dettagli si trovano sul sito della Fondazione Teatro di Roma e sui canali social ufficiali, dove sono disponibili aggiornamenti e materiali multimediali che introducono il lavoro di Øyen.

Per chi desidera avvicinarsi a questa forma di teatro-danza, Antigone di Alan Lucien Øyen rappresenta un’occasione per vedere come un classico possa essere ripensato senza rinunciare alla sua forza originaria: lo spettacolo invita il pubblico a una riflessione critica, emotiva e corporeamente coinvolgente, offrendo uno sguardo contemporaneo su temi antichi e sempre pertinenti.

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