Negli ultimi giorni la low-cost Ryanair ha registrato una serie di interruzioni che hanno costretto migliaia di viaggiatori a trascorrere ore nei terminal aeroportuali. I casi più eclatanti si sono verificati a Fiumicino, Catania e nuovamente a Roma, dove problemi tecnici e operativi hanno spostato gli orari di partenza di diversi voli, mettendo a dura prova la pazienza dei passeggeri.
Le difficoltà hanno avuto ripercussioni concrete: da un volo per Bari rimandato di quattro ore, passando per un collegamento Catania-Venezia quasi sei ore più tardi, fino a un volo verso Lisbona che è decollato più di dieci ore dopo il previsto. In tutti i casi la compagnia non ha fornito spiegazioni dettagliate, alimentando dubbi sulla gestione operativa e dando nuova linfa al dibattito sui diritti dei viaggiatori aerei.
Roma-Fiumicino-Bari: quattro ore di attesa per oltre 180 passeggeri
Il volo Ryanair con destinazione Bari doveva decollare alle 18:30, ma a causa di un guasto tecnico l’aereo è rimasto a terra per circa quattro ore. Dopo un primo tentativo fallito, la compagnia ha comunicato che anche l’aereo di riserva previsto per le 20:55 presentava problemi analoghi, costringendo i passeggeri a un ulteriore prolungamento dell’attesa. Il decollo è avvenuto solo intorno alle 22:15, con arrivo a Bari alle 23:30. Alcuni viaggiatori, per evitare ulteriori ritardi, hanno optato per il servizio di bus notturno da Fiumicino, che ha garantito l’arrivo a destinazione nelle prime ore del mattino del 13 ottobre.
Indennità prevista per il ritardo
Secondo il Regolamento CE 261/2004 i passeggeri di voli entro 1.500 km con un ritardo di almeno tre ore hanno diritto a una compensazione di 250 euro, salvo che il ritardo sia dovuto a circostanze eccezionali al di fuori del controllo della compagnia. Nel caso di questo volo la causa tecnica non rientra tra le eccezioni, quindi i viaggiatori possono presentare domanda di rimborso alla Ryanair.
Catania-Venezia: quasi sei ore di ritardo del volo FR377
Il collegamento dalla Sicilia a Venezia, identificato con il numero di volo FR377, doveva partire alle 16:45 e atterrare alle 18:30. Invece l’aereo è arrivato a destinazione alle 00:27 del giorno successivo, accumulando quasi sei ore di ritardo. Durante l’attesa i passeggeri hanno ricevuto comunicazioni frammentarie sia tramite gli schermi che mediante brevi annunci, ma nessuna spiegazione chiara sulla natura del problema. Non sono emersi riferimenti a condizioni meteo avverse o a incidenti come bird strike, lasciando aperta la questione della responsabilità.
Compensazione possibile
Per un volo di 765 km come questo, il Regolamento CE 261/2004 prevede una indennità di 250 euro per i passeggeri che hanno subito un ritardo superiore a tre ore, a condizione che il ritardo non sia imputabile a cause di forza maggiore. La procedura di richiesta può essere avviata direttamente sul sito della Ryanair oppure tramite enti specializzati che assistono nella compilazione della pratica.
Roma-Fiumicino-Lisbona: più di dieci ore di ritardo del volo FR8196
Il volo con destinazione Lisbona era programmato per le 07:25, ma l’aereo è rimasto fermo a terra per più di dieci ore, decollando solo nel pomeriggio e arrivando a destinazione alle 20:50. I passeggeri, tra cui professionisti in trasferta, pazienti in visita medica e turisti, hanno trascorso la giornata nell’attesa, con aggiornamenti limitati ai display del terminal. Anche in questo caso non sono state segnalate condizioni meteorologiche avverse né eventi straordinari; il ritardo sembra derivare da problemi operativi interni alla compagnia.
Indennizzo previsto per il lungo ritardo
In base al medesimo Regolamento CE 261/2004 per voli superiori a 1.500 km che arrivano con più di tre ore di ritardo, la compensazione ammonta a 400 euro per passeggero, salvo che la causa sia ricondotta a eventi imprevisti e non controllabili. Dal momento che il ritardo appare attribuibile a difficoltà operative, i viaggiatori hanno diritto a richiedere l’indennizzo, potendo farlo tramite i canali ufficiali di Ryanair o affidandosi a servizi di assistenza al consumatore.
La normativa europea rimane il principale strumento di tutela, garantendo una compensazione economica quando i ritardi non sono dovuti a circostanze eccezionali. I passeggeri interessati possono avviare la procedura di rimborso presentando una richiesta formale, allegando i documenti di viaggio e, se necessario, ricorrendo a piattaforme specializzate per ottenere il dovuto indennizzo.



