13 Ottobre 2026 ☀ 14°

Mostra monografica di Sophie Calle al MAXXI: 8 progetti da 1978 a 2026

Scopri la mostra che trasforma matrimoni, rotture e lutti in arte immersiva al MAXXI.

Mostra monografica di Sophie Calle al MAXXI: 8 progetti da 1978 a 2026

Dal 16 ottobre 2026 al 7 febbraio 2027 il MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo apre le sue porte a una delle retrospettive più ambiziose mai realizzate in Italia. Intitolata “Matrimoni, Rotture e Funerali inclusi”, la mostra raccoglie otto progetti di Sophie Calle frutto di una produzione che si estende dal 1978 al 2026, e culmina con una installazione permanente nel Cimitero Acattolico per gli stranieri. La curatrice ha voluto creare un percorso capace di far dialogare il pubblico con i piani più intimi e più dolorosi dell’esistenza, proponendo una “storia circolare” dove ogni fine diventa inizio. L’esposizione, la più ampia mai dedicata all’artista in Italia, invita a riflettere sul confine labile tra vita privata e spazio pubblico, tra realtà e narrazione.

Le opere di Sophie Calle si collocano nello spazio tra intimità e assenza dove la vita quotidiana diventa materiale di arte concettuale. Fotografa, regista e scrittrice, l’artista francese ha dedicato quasi cinquant’anni a trasformare fatti personali – matrimoni, separazioni, lutti – in documenti visivi e narrativi che interrogano il ruolo dell’osservatore. La sua pratica si basa su azioni concrete: raccoglie segreti per poi seppellirli, cronometrando il momento di una rottura, o catturando l’ultimo respiro di una madre. In ciascuna di queste performance la linea di demarcazione tra artista e pubblico è sfumata, costringendo lo spettatore a porsi nella posizione di testimone e, allo stesso tempo, di partecipante.

Il percorso artistico di Sophie Calle: dalla fotografia al racconto della vita

Il viaggio creativo di Sophie Calle inizia negli anni settanta, quando, ancora giovane, si trasferisce negli Stati Uniti e realizza la sua prima opera significativa in un cimitero della California. Lì, scatta le prime fotografie di lapidi trasformando il luogo di commemorazione in un palcoscenico per il proprio interrogativo sulla mortalità. Da quel momento, la sua ricerca si è evoluta incorporando testi, video e installazioni site-specific, mantenendo sempre una fissazione per i momenti di transizione: la rottura di un rapporto, la fine di un progetto o la scomparsa di una persona cara. Questa costante attenzione verso gli “con” e i “senza” ha prodotto una serie di lavori che, pur variando per medio, rimangono uniti da un filo conduttore: la volontà di dare forma visibile a ciò che normalmente resta invisibile.

Il progetto delle lapidi (1978)

La prima opera inclusa nella retrospettiva, realizzata nel 1978, consiste in una serie di stampe che ritraggono lapidi recintate da una gabbia di ferro, simbolo della barriera tra il mondo dei vivi e quello dei morti. L’artista ha scelto di immortalare il silenzio dei nomi cancellati, suscitando una riflessione su come la memoria venga costruita e dissolta. Questo lavoro, oggi collocato accanto all’installazione permanente al Cimitero Acattolico, funge da punto di partenza per comprendere l’interesse di Calle per i luoghi di sepoltura come spazi di narrazione personale e di memoria collettiva. La scelta di un cimitero non cristiano per l’installazione evidenzia la volontà di esplorare le storie degli “stranieri” che vi trovano riposo.

Matrimoni, rotture e funerali inclusi: i punti salienti della mostra al MAXXI

La esposizione si articola in otto installazioni, ciascuna dedicata a una fase della vita che segna una conclusione. Tra le opere più discusse, spicca la performance “Countdown” in cui il pubblico assiste a un cronometro che segna i minuti precedenti a una rottura amorosa, trasformando la tensione emotiva in tempo misurabile. Un’altra installazione ricostruisce una tomba in miniatura dove vengono depositati segreti raccolti da visitatori anonimi, rendendo tangibile l’atto di seppellire parole. Un video-documentario, poi, cattura il tentativo di riprendere l’ultimo respiro della madre dell’artista, una scena che avvicina lo spettatore alla fragilità della vita stessa. Queste opere, insieme a altre che includono la riscoperta di progetti incompiuti, creano un percorso che passa dal ricordo al rimpianto, ma anche dalla possibilità di ricominciare.

Nel cuore del Cimitero Acattolico per gli stranieri Calle ha realizzato una nuova installazione permanente, frutto di una collaborazione con la Fondazione MAXXI. L’opera consiste in una serie di lastre di vetro incise con testimonianze raccolte da persone provenienti da diverse nazionalità, ognuna delle quali descrive un momento di perdita o di addio. Illuminata dal sole al tramonto, la scultura si trasforma in un riflesso di luci e ombre, ribadendo il concetto di eternità e di memoria condivisa. Questo intervento non solo amplia la mostra al di fuori delle mura del museo, ma invita il pubblico a percorrere un luogo di silenzio dove l’arte si fonde con il paesaggio urbano, creando un’esperienza contemplativa e multisensoriale.

La BIGLIETTAFICIA è disponibile per prenotazioni online, con tariffe agevolate per giovani tra i 18 e i 25 anni, gruppi di almeno 15 persone e titolari di tessere istituzionali come l’Accademia di Costume & Moda o la Sapienza Università di Roma. Le famiglie possono accedere al percorso con i biglietti combinati del Galleria Nazionale e del Museo Ebraico di Roma. Per chi desidera approfondire, il sito ufficiale del MAXXI offre ulteriori dettagli su orari, visite guidate e attività collaterali. In un periodo invernale che si avvicina, la mostra offre un’occasione rara per confrontarsi con le sfumature più profonde del vivere, trasformando il dolore in arte e il ricordo in memoria condivisa.

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