Nel cuore di Roma, il quartiere Monteverde è stato teatro di una serie di episodi violenti che hanno destato l’attenzione delle autorità locali. Dal 4 ottobre al 9 ottobre 2026, le forze dell’ordine hanno registrato sette aggressioni denunciate tutte apparentemente collegate a una microcar elettrica di colore nero. La cronologia degli avvenimenti, i soggetti coinvolti e le indagini in corso sono ora al centro dell’attenzione della Procura della Repubblica di Roma.
Parallelamente, l’attore Davide Iacopini noto per i ruoli in serie televisive come “Diaz” e “Maschi veri”, è stato colpito in una delle aggressioni. L’incidente ha richiesto un rapido intervento medico, spostando la sua vicenda sanitaria dal ospedale San Camillo al ospedale Bambino Gesù. Le sue condizioni rimangono critiche e sono sottoposte a monitoraggio continuo in terapia intensiva.
Il delicato stato di salute di Davide Iacopini
Il 4 ottobre mentre percorrendo via Barrili su un monopattino, Iacopini è stato colpito da un calcio proveniente dal passeggero di una microcar nera. La violenza ha provocato un trauma cranico che ha richiesto un immediato ricovero al pronto soccorso di San Camillo. Dopo una prima operazione di neurochirurgia, la mattina del 9 ottobre 2026 i medici hanno dovuto intervenire nuovamente a causa di un aggravamento clinico improvviso.
Il secondo intervento, pur essendo tecnicamente riuscito, ha lasciato l’attore in prognosi riservata. Attualmente è ricoverato nell’unità di terapia intensiva dell’ospedale Bambino Gesù, dove viene monitorato costantemente, è sedato e il suo quadro clinico viene definito estremamente critico. La famiglia, compresa la figlia minore, è accolta in ospedale, ma le prospettive di miglioramento restano incognite.
Le aggressioni legate alla microcar nera nel quartiere Monteverde
Le autorità hanno identificato sette episodi distinti di violenza perpetrati da giovani a bordo di una minicar nera. Le denunce provengono da diverse fonti: un uomo di 67 anni ha riferito di essere stato colpito al fianco da un tubo di plastica nella serata del 4 ottobre; un ragazzo minorenne è stato coinvolto in un furto di una microcar riportato il 7 ottobre; altri due casi hanno visto vittime a piedi o in bicicletta, tutte con dinamiche simili di spinta o calcio.
Le testimonianze convergono sul fatto che il veicolo coinvolto fosse una microcar elettrica nera con due persone a bordo, presumibilmente minorenni. I protagonisti avrebbero tentato di occultare la targa per complicare il lavoro delle autorità. Un avvocato residente a Monteverde ha denunciato il furto della stessa microcar, ritenuta appartenente ai suoi figli, compreso un minorenne, avvenuto tra il 4 e il 5 ottobre.
Le denunce raccolte e i soggetti coinvolti
Oltre al caso di Iacopini, le forze dell’ordine hanno ricevuto segnalazioni da una donna che è stata spinta mentre era in bicicletta su via San Pancrazio la sera del 5 ottobre, e da un giovane universitario di 26 anni che ha riferito di essere stato colpito mentre muoveva il monopattino poco prima dell’attacco all’attore. Un residente di Parigi, pur avendo riferito un possibile episodio simile, non ha ancora formalizzato denuncia.
Tutte le vittime hanno descritto il comportamento dei passeggeri della microcar come improvviso e privo di preavviso, suggerendo un possibile intento intimidatorio. Alcuni hanno ipotizzato che gli atti potessero derivare da una sfida sui social network, ma finora non è stato confermato alcun collegamento a piattaforme digitali.
Le indagini delle forze dell’ordine
Le indagini sono coordinate dalla polizia locale di Roma Capitale e dai carabinieri sotto la supervisione della Procura della Repubblica di Roma. Il pubblico ministero Ambrogio Cassiani ha aperto un fascicolo per tentato omicidio con il procuratore Francesco Lo Voi che partecipa al procedimento.
Le autorità stanno analizzando i filmati delle telecamere di videosorveglianza presenti nelle vie di Monteverde e nei dintorni, cercando di identificare la microcar nera e i due occupanti. Sono in corso verifiche tecniche preliminari sul veicolo rubato, nonché controlli incrociati tra le immagini delle diverse aggressioni per stabilire eventuali collegamenti.
Finora non è stato possibile definire un identikit definitivo dei responsabili. Le testimonianze parlano di un ragazzo biondo tra i 16 e i 18 anni ma la procura non ha ancora confermato tale ipotesi. La ricerca rimane aperta e la collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine è considerata fondamentale per risolvere il caso.



