La nomina di Civita di Bagnoregio in aggregazione con Bolsena a Capitale italiana dell’arte contemporanea 2028 segna un momento significativo per la Tuscia e per il Lazio. La proclamazione, annunciata a Roma nella sala del Mic è stata il coronamento del dossier intitolato “Arte che viene, arte che va” elaborato dalle amministrazioni locali e sostenuto dalle istituzioni nazionali e regionali. Alla designazione è collegato un contributo di un milione di euro destinato alla realizzazione del programma culturale presentato.
Questa scelta unisce il fascino dei paesaggi storici — dalla Valle dei Calanchi alla sponda del lago di Bolsena — con l’intento di far dialogare il passato e il contemporaneo. I protagonisti locali, insieme al Ministero della Cultura e alla Regione Lazio, puntano a trasformare la nomina in un’opportunità concreta di sviluppo culturale e sociale per i territori coinvolti.
La proclamazione a Roma e i protagonisti istituzionali
La decisione è stata ufficializzata durante l’apertura della busta avvenuta nella Sala Spadolini del Mic dove la presidente della giuria Lorenza Baroncelli ha consegnato il risultato. Il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli ha sottolineato il valore del dialogo tra l’antico e il contemporaneo ricordando che l’arte contemporanea trova senso proprio se radicata nel territorio. Dal canto suo, il Presidente della Regione LazioFrancesco Rocca ha definito la designazione «un orgoglio per tutto il Lazio» e ha annunciato l’intenzione di accompagnare il percorso per assicurare un’eredità tangibile alle comunità.
Dichiarazioni che fotografano l’intento culturale
Tra le frasi che hanno accompagnato l’evento, il Ministro Giuli ha affermato che «non possa esserci arte contemporanea che non risenta del carattere peculiare del territorio», rimarcando la necessità di valorizzare il patrimonio storico come contesto fertile per la creatività attuale. Rocca ha invece sottolineato che la regione custodisce «un racconto straordinario dell’esperienza umana», richiamando esempi come le testimonianze preistoriche della Grotta Guattari fino alle eredità etrusche.
Il progetto vincente e l’impatto locale nella Tuscia
Il dossier vincente, impostato su temi di educazione artistica e coinvolgimento giovanile, ha messo al centro la scuola e le comunità del territorio. Il sindaco di Civita, Luca Profili presente alla cerimonia insieme al sindaco di Bolsena, Andrea Di Sorte ha ricordato l’emozione della candidatura: «Per noi era un sogno già essere qui», ha detto, evidenziando lo sforzo di trasformare la designazione in un progetto rivolto soprattutto ai giovani.
La vittoria è stata raccontata come un riconoscimento non solo per Civita — una frazione esile per popolazione ma densa di identità — ma per l’intera Tuscia che potrà beneficiare di nuove occasioni di partecipazione culturale e di spazio per i talenti emergenti. Il contributo economico di un milione di euro servirà a realizzare programmi espositivi, laboratori e iniziative che favoriscano la rigenerazione di spazi dedicati alla creatività.
Connessione tra patrimonio e giovani
Nel discorso che ha introdotto la proclamazione è emersa la visione condivisa dagli organizzatori: l’arte contemporanea ha senso quando si rivolge alle nuove generazioni. Il Ministro Giuli ha parafrasato un verso per descrivere il destinatario ideale delle iniziative culturali come «le isole più verdi della nostra immaginazione», una metafora ripresa per spiegare l’attenzione verso i giovani come serbatoio di nuove idee e pratiche artistiche.
Il progetto punta inoltre a consolidare sinergie tra istituzioni pubbliche e private per trasformare la nomina in un volano di coesione sociale e sviluppo sostenibile, promuovendo la valorizzazione dei luoghi storici come contesti vivi e dinamici in cui la creatività contemporanea possa prosperare.
La formalizzazione del titolo di Capitale italiana dell’arte contemporanea 2028 avverrà tramite delibera del Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro della Cultura, recependo l’indicazione espressa dalla giuria. Nel frattempo, le amministrazioni locali e le istituzioni coinvolte lavoreranno per tradurre il progetto in programmi concreti destinati a lasciare un’impronta duratura sul territorio.



