Nel tardo pomeriggio del 5 ottobre, intorno alle 22:00, l’attore Davide Iacopini si trovava a bordo di un monopattino elettrico nella via Anton Giulio Barrilli, quartiere Monteverde di Roma. Mentre procede con cautela, una minicar nera si avvicina al veicolo a due posti e, senza preavviso, uno degli occupanti sfodera un calcio violento. L’impatto è tale da far perdere all’attore l’equilibrio e farlo cadere a terra con forza, provocandogli un grave trauma cranico.
Aggressione a Davide Iacopini nella notte del 5 ottobre
L’evento è stato immediatamente segnalato alle forze dell’ordine, che hanno avviato le prime indagini. Secondo le prime ricostruzioni, la carrozzina si è fermata pochi metri più avanti, dove l’aggressore ha perso una scarpa, tornata indietro per recuperarla, per poi fuggire a tutta velocità. I primi sopralluoghi hanno permesso di identificare la targa del veicolo, ma i responsabili non sono ancora stati trattenuti.
Dettagli dell’incidente e condizioni dell’attore
Il calcio ha provocato a Iacopini una lesione cranica severa per cui è stato trasportato d’urgenza all’ospedale San Camillo di Roma, reparto di terapia intensiva. La sua prognosi resta riservata, i medici monitorano costantemente i parametri vitali e valutano eventuali interventi neurochirurgici. L’attore, noto per le partecipazioni a film come “Diaz” e a serie televisive quali “Suburra” e “Che Dio ci aiuti”, è stato finora assistito da una squadra multidisciplinare.
Altri episodi simili e indagine della Procura
Il giorno successivo, 6 ottobre, una donna ha denunciato un’aggressione analoga: anche lei viaggiava in monopattino quando una minicar nera l’ha colpita alla testa, facendola cadere. Il veicolo ha poi compiuto una inversione violenta, investendo un altro monopattino e provocando danni a veicoli parcheggiati. Questi due casi, avvenuti nell’arco di 24 ore, hanno spinto la Procura di Roma, guidata dal procuratore Francesco Lo Voi, a aprire un fascicolo per tentato omicidio e a esaminare i filmati delle telecamere di sicurezza della zona.
Raccolta di denuncie e possibile rete criminale
Le autorità stanno analizzando se le aggressioni siano collegate a una banda organizzata di giovani che, secondo alcune testimonianze, si divertirebbero a “cacciare” i passanti a bordo di monopattini. Le indagini includono l’interrogatorio di testimoni, l’elaborazione di percorsi GPS e la verifica di eventuali precedenti penali dei soggetti coinvolti. Finora, non è stato individuato alcun movente preciso, ma la continuità dei fatti suggerisce un comportamento sistematico.
Reazioni sui social e appello dei familiari
Le vicende hanno rapidamente fatto il giro dei social network. I familiari della donna aggredita il 6 ottobre hanno pubblicato un messaggio chiedendo aiuto alla cittadinanza: “Fate attenzione, se avete visto qualcosa contattateci”. Anche i colleghi di Iacopini hanno espresso solidarietà, invitando le forze dell’ordine a intensificare le ricerche. L’opinione pubblica, sensibilizzata da questi racconti, ha chiesto misure più severe per la sicurezza dei percorsi pedonali e dei voli di monopattini elettrici nella capitale.



