In una via secondaria non lontana dalla Fontana di Trevi si ripete uno spettacolo che alle telecamere e ai passanti appare quasi teatrale ma che nasconde una realtà criminale. Gruppi di persone si accomodano sui gradini dei negozi, divisi in piccoli cluster, con in mano banconote accumulate nelle ore precedenti: i frutti della giornata di chi pratica la truffa delle tre campanelle. Le immagini delle telecamere hanno registrato almeno due dei gruppi, parte di una rete più ampia che opera nel cuore della città, pronta ad intercettare turisti ignari che passeggiano tra i monumenti.
Il ritorno di questo fenomeno non è solo un fatto estetico: la presenza delle bande è diventata più numerosa e talvolta più violenta. Secondo le forze dell’ordine, l’ultimo episodio ha visto una rissa esplodere tra gruppi rivali tra piazza di Trevi e via del Lavatore, segnalando una competizione per il controllo delle postazioni più redditizie. Carabinieri, polizia e vigili urbani hanno intensificato i loro servizi di prevenzione e i controlli, cercando di arginare l’espansione della pratica e ripristinare il decoro delle aree turistiche.
Come funziona la truffa
Il meccanismo è semplice nella forma ma sofisticato nell’esecuzione: il cosiddetto palleggio con i bicchierini — le tre campanelle — riprende la logica delle tre carte. Al centro della scena c’è una pallina morbida che, a prima vista, dovrebbe essere nascosta sotto uno dei tre piccoli contenitori; in realtà il gioco si basa su mosse da prestigiatore e sulla tecnica della distrazione. I truffatori persuadono i passanti ad investire somme anche cospicue, spesso a partire da 50 euro a volta, con la promessa di una vincita facile e immediata: in pochi minuti la vittima perde il denaro, mentre gli autori raccolgono e dividono il provento.
I dettagli tecnici del raggiro
La pallina utilizzata è spesso una palla di spugna, il cui occultamento tra le mani rende vana qualsiasi osservazione superficiale. L’abilità dei truffatori combina movimenti rapidi, coperture visive e il coinvolgimento di complici che fanno da pubblico fittizio: il risultato è un’illusione credibile per chi non conosce il trucco. La scelta delle aree non è casuale: lavorare alla luce del sole, in piazze affollate, aumenta la percezione di legalità del gioco e riduce i sospetti dei turisti.
I ruoli all’interno delle bande
Non si tratta mai di un’azione solitaria: dietro il croupier che manovra i bicchierini operano almeno otto o nove persone con compiti precisi. Ci sono i finti turisti che simulano vincite e incoraggiano gli altri a partecipare, le vedette che controllano la presenza delle forze dell’ordine e avvertono in caso di arrivi sospetti, e altri elementi che si occupano di ripulire il denaro o distribuire i proventi. Alcuni membri fanno da tramite tra i gruppi, portando contanti da una postazione all’altra: un’organizzazione che somiglia più a un piccolo esercito itinerante che a singoli imbroglioni improvvisati.
Comunicazione e approccio
Il croupier predilige spesso l’uso dell’inglese per attirare i turisti stranieri con frasi come «prova anche tu» o «si vince sempre», creando un’illusione di semplicità e trasparenza. L’approccio è plateale e studiato per abbassare le difese dei passanti: la scelta dei luoghi centrali e la teatralità dei gesti alimentano la sensazione che si tratti di un intrattenimento legittimo, quando invece è un reato che sottrae denaro e tempo alle vittime.
Numeri, evoluzione e risposta delle autorità
Le attività di controllo hanno già prodotto cifre significative: oltre 200 persone sono state sottoposte a verifica dai vigili urbani dall’inizio dell’anno, con numeri analoghi riportati da Carabinieri e polizia. Dopo anni di relativa assenza questo fenomeno è tornato a preoccupare, ma con volti diversi: se un tempo la pratica veniva associata a gruppi partenopei che operavano nei mercati rionali come Porta Portese, oggi sono segnalati più spesso cittadini romeni che puntano a colpire i turisti nei luoghi turistici del centro storico.
Impatto sulla città e prospettive
Oltre al danno economico subito dai singoli turisti, c’è un impatto reputazionale per la città: strade e piazze monumentali perdono decoro quando diventano palcoscenico per venditori improvvisati e gridatori con cassette e tappetini. Le istituzioni stanno aumentando le azioni coordinate per disincentivare la pratica, ma la strategia di contrasto dovrà unire controlli, prevenzione e sensibilizzazione dei visitatori, perché il fenomeno difficilmente si esaurisce senza una pressione continuativa delle forze dell’ordine e una maggiore consapevolezza pubblica.