Nel pomeriggio del 22 settembre 2026 i Carabinieri della stazione di Roma San Giovanni hanno concluso un’indagine durata più di un anno nell’ambito di un asilo nido comunale situato tra Appio Latino e Appio Tuscolano. La procedura è stata avviata dopo che diverse mamme avevano denunciato, a partire dal maggio 2025, comportamenti preoccupanti da parte di una educatrice di 62 anni, affidata a prendersi cura di bambini di età prescolare. Le testimonianze dei genitori descrivevano situazioni di paura e sofferenza, ma per confermare i fatti le forze dell’ordine hanno ritenuto necessario ricorrere a strumenti di sorveglianza tecnica.
Le indagini sono state guidate dal Giudice per le Indagini Preliminari su richiesta della Procura della Repubblica capitolina. In risposta alle segnalazioni, i Carabinieri hanno installato microcamere nascoste e cimici ambientali all’interno delle aule e della mensa dell’asilo. Il materiale raccolto ha mostrato un quadro sistematico di violenza: insulti come “Siete proprio brutti e mostri” o “Sei uno zingolo”, minacce del tipo “Mo te sbatto al muro, mettiti giù, stai giù e guai se ti alzi”, e aggressioni fisiche quali schiaffi al volto, strattonamenti bruschi e colpi alla nuca. Le registrazioni hanno consentito di documentare oltre 60 episodi di strattonamento, più di 20 minacce dirette e numerosi insulti a sfondo razzista.
Le prove tecniche e i dettagli delle violenze
Le riprese hanno rivelato che l’educatrice, durante le attività di gioco e nella zona mensa, imponeva ai bambini di stare immobili e di mangiare tutto ciò che era nel piatto. Quando un piccolo rifiutava, veniva afferrato per le braccia e sbattuto contro le sedie. In un episodio, un bambino che si addormentava sul seggiolone è stato colpito violentemente alla testa. Gli operatori hanno inoltre registrato tre schiaffi distinti, 64 strattonamenti21 minacce10 offese e due imprecazioni oltre a due gravi carenze igieniche nella gestione dell’ambiente.
Reazioni dei bambini e dei genitori
Le testimonianze dei piccoli, raccolte tramite le registrazioni, mostrano segni di stress e paura: pianti inconsolabili, movimenti di schiena rigidi e sguardi di terrore. Una bambina, dopo aver ricevuto lo schiaffo, ha commentato “Sei cattiva”, a cui l’educatrice ha risposto “Ti sopporto, tanto cattiva non so’”. Queste frasi, unite alle riprese video, hanno confermato ai magistrati che il comportamento dell’adulta non era una mera disciplina, ma una forma di maltrattamento aggravato.
Il provvedimento cautelare e la sospensione dal servizio
Alla luce dell’evidenza audiovisiva, il GIP ha emanato un’ordinanza interdittiva che ha sospeso l’educatrice dal pubblico servizio, impedendole di accedere a qualsiasi struttura educativa comunale. L’ordine è stato notificato nella mattinata del 23 settembre 2026 e la donna è stata allontanata immediatamente dall’aula. La misura è stata giustificata come necessaria per neutralizzare il rischio di reiterazione del reato e tutelare la sicurezza dei minori ancora frequentanti la struttura.
Durante l’interrogatorio di garanzia, l’insegnante ha ammesso alcuni dei fatti, tentando di inquadrarli come “interventi a scopo educativo”. Tuttavia, il giudice ha respinto ogni argomentazione, sottolineando che non esiste alcuna giustificazione pedagogica per violenza fisica o verbale su bambini in età prescolare. La decisione finale del tribunale Ribadisce l’obbligo delle istituzioni di garantire ambienti sicuri e privi di abusi per i più piccoli.



