Dal 1° ottobre 2026, la sanità territoriale di Viterbo subirà una trasformazione significativa con l’introduzione delle Case della Comunità e delle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT). Queste nuove strutture mirano a migliorare l’accessibilità e la continuità delle cure, ma sollevano anche alcune perplessità tra i cittadini e i medici.
La riorganizzazione della sanità di prossimità rappresenta un passo fondamentale per garantire un’assistenza più integrata e vicina ai bisogni dei cittadini. Le nuove strutture saranno punti di riferimento per l’orientamento, la prenotazione di visite e la gestione dei bisogni di salute non urgenti, creando un vero e proprio snodo tra il domicilio, i servizi del territorio e l’ospedale.
Le nuove strutture sanitarie: Case della Comunità e Aggregazioni Funzionali Territoriali
Le Case della Comunità saranno aperte h24 e offriranno un accesso universalistico a chiunque necessiti di assistenza, inclusi turisti e cittadini stranieri. Queste strutture garantiranno continuità assistenziale, gestione delle fragilità e supporto infermieristico grazie al lavoro coordinato di medici di famiglia, specialisti e infermieri. Durante le ore notturne, nei giorni prefestivi e nei festivi, la Casa della Comunità garantirà direttamente il servizio di Guardia Medica.
Le Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) invece, saranno aperte dalle 8.00 alle 20.00 e riservate esclusivamente agli assistiti dei medici di medicina generale afferenti a quella specifica AFT. Queste strutture opereranno in contemporanea con le Case della Comunità per garantire una copertura completa delle esigenze sanitarie dei cittadini.
Il centralino unico 116117
Un elemento chiave della nuova organizzazione è il centralino unico 116117 che indirizza l’utente direttamente all’ambulatorio di turno. Questo sistema, sebbene prometta una migliore presa in carico complessiva, ha sollevato preoccupazioni tra i cittadini riguardo alla spersonalizzazione del rapporto di cura. Infatti, il cittadino verrà visitato dal medico presente in quel momento, che potrebbe non conoscere la sua anamnesi o la sua storia clinica.
Le sfide della riorganizzazione sanitaria
La riorganizzazione della sanità di prossimità non è priva di sfide. Tra i principali punti di contrasto vi è la questione dei rimborsi e delle prescrizioni. La società regionale LazioCrea elabora ogni tre mesi i dati delle ricette elettroniche, che vengono poi confrontati con le tabelle di spesa pro-capite fissate dalla Regione Lazio. Questo meccanismo di controllo ha portato a procedure formali contro alcuni medici per presunte iper-prescrizioni effettuate nel primo semestre 2025.
Verso la fine di agosto 2026, la Direzione Sanitaria ha avviato procedure per chiedere a 14 medici la restituzione complessiva di oltre 40.000 euro. Questo provvedimento rischia di trasformarsi in un prelievo forzoso direttamente sul cartellino paga, con trattenute di varie migliaia di euro a dottore, pari all’azzeramento dello stipendio per più mesi. La misura arriva in un momento delicato, mentre ai medici di famiglia viene chiesto uno sforzo straordinario per coprire i turni nelle nuove Case della Comunità e garantire la continuità assistenziale.
Il clima punitivo rischia di danneggiare i cittadini, infatti molti medici si vedono costretti a rivedere le prescrizioni di farmaci in passato mai soggetti a vincoli di spesa, oppure a reindirizzare il paziente verso uno specialista affinché sia lui stesso a rilasciare la ricetta. Questo braccio di ferro tra medici e istituzioni potrebbe paralizzare la medicina generale viterbese.
L’accordo tra Asl Toscana Sud Est e medici di famiglia
Per rafforzare la sanità di prossimità e garantire maggiore continuità delle cure, è stato firmato un accordo tra la Asl Toscana Sud Est e i rappresentanti sindacali dei medici di medicina generale. L’intesa, che entrerà in vigore dal 1° ottobre 2026, interesserà tutte le 31 Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) dell’azienda sanitaria.
Il nuovo modello prevede due diverse modalità organizzative. Nelle aree a maggiore densità abitativa sarà attivata una sede unica di AFT, in grado di garantire l’attività fiduciaria continuativa durante l’intero arco di apertura. Nei territori rurali, montani e nelle aree interne sarà invece adottato un sistema a rete, con la copertura distribuita tra la sede dell’AFT e le sedi di prossimità, così da assicurare continuità dell’assistenza anche nelle zone caratterizzate da una maggiore dispersione geografica.
In entrambi i modelli i medici di medicina generale garantiranno un servizio continuativo per le cure primarie di 8 o 12 ore al giorno, per cinque giorni alla settimana, dal lunedì al venerdì. Nel fine settimana continuerà a essere garantita la Continuità Assistenziale attraverso il numero unico 116117, l’ex Guardia Medica.
Il direttore generale della Asl Toscana Sud Est, Marco Torre, ha definito la firma «un passaggio storico» per l’avvio di un nuovo modello di sanità territoriale. Secondo Torre, l’intesa non rappresenta soltanto una modifica dell’organizzazione della medicina generale, ma un cambiamento nel modo di garantire l’assistenza, mettendo in relazione le Case della Comunità, i medici di famiglia e le strutture di prossimità.



