Il 4 settembre 2026, a mezzanotte, la Macchina di Santa Rosa, ideata da Raffaele Ascenzi, ha fatto il suo ingresso sul Sagrato della Basilica di Viterbo. Questo evento, noto come Dies Natalis, ha visto la partecipazione di un esercito di devoti vestiti di bianco, pronti a sostenere la Rosa bambina nel suo viaggio verso casa.
Il capofacchino Luigi Aspromonte ha dato il via al tradizionale “Sollevate e fermi” alle 21:05, segnando l’inizio del trasporto. La partenza è avvenuta da Piazza San Sisto, dove i volti esperti dei facchini si sono uniti a quelli dei sedici giovani al loro primo trasporto, vestiti di bianco con una fascia rossa in vita.
Il percorso della Macchina di Santa Rosa
La Macchina ha percorso le vie di Viterbo, fermandosi in punti strategici come Piazza Fontana Grande, Piazza del Plebiscito e Piazza Verdi. Ogni sosta è stata accompagnata da momenti di preghiera e incoraggiamento, con i facchini che hanno sostenuto l’imponente struttura con dedizione e forza.
Il percorso ha incluso anche Piazza del Plebiscito e Piazza delle Erbe, dove la Macchina ha ricordato eventi storici significativi, come il 1946, quando Santa Rosa tornò a Viterbo dopo cinque anni di stop a causa della guerra, e il 1986, quando la Macchina rischiò di cadere sulla folla. A quarant’anni da quell’evento, il ricordo è ancora vivo nella memoria dei presenti.
Le novità del Dies Natalis 2026
Quest’anno, il trasporto è stato dedicato alla pace e ha visto alcune novità, come il posizionamento al volo delle spallette aggiuntive alla fine di corso Italia. Questa operazione è stata un test per un eventuale allungamento del percorso nel prossimo anno.
Le girate hanno ricordato i facchini scomparsi nell’anno e personalità importanti come Pio Marcoccia, Mario Sanna, Vito Ferrante, Claudio Cavalloro, Pietro Bevilacqua, Luciano Ilari e Luigi Petroselli, sindaco di Roma. La madrina del trasporto è stata Valentina Bisti, volto noto del Tg1.
Organizzazione e sicurezza
Il transito pedonale lungo il percorso è stato interdetto dalle 19, e la circolazione veicolare all’interno delle mura è stata bloccata dalle 13. Le navette gratuite hanno operato dalle 18 del 3 settembre fino all’1,30 del giorno successivo, trasportando i visitatori dai parcheggi principali alle aree di interesse.
Per garantire la sicurezza, sono stati allestiti maxischermi in varie piazze e sono stati introdotti divieti specifici, come l’accesso con bottiglie in vetro o metallo, biciclette, monopattini e droni. Le forze dell’ordine hanno eseguito controlli scrupolosi per assicurare il rispetto delle norme.
Il Dies Natalis 2026 ha concluso con la Macchina che ha raggiunto il Santuario di Santa Rosa, dove la Santa Bambina ha ritrovato la sua casa. La festa è continuata con i familiari dei facchini che si sono uniti alla celebrazione, rendendo questo evento un momento di unione e devozione per tutta Viterbo.



