Tarquinia ha chiuso in grande stile la 20ª edizione del DiVino Etrusco il festival che celebra il vino e la cultura etrusca. Dal 20 al 23 e dal 27 al 29 agosto 2026, il centro storico della città si è trasformato in un vero e proprio museo del vino a cielo aperto, attirando decine di migliaia di visitatori e registrando un record di presenze.
L’evento, organizzato dal Comune di Tarquinia in collaborazione con la Pro Loco Tarquinia e l’enogastronomo Carlo Zucchetti ha visto la partecipazione di 54 cantine con oltre 100 vini in degustazione. Una delle novità più significative di quest’anno è stata l’apertura al Mediterraneo, con la partecipazione di cantine provenienti da Sardegna, Sicilia e Calabria in un omaggio alle antiche rotte commerciali degli Etruschi.
Un viaggio tra sapori e storia
Il DiVino Etrusco ha offerto un’esperienza unica, con un percorso che ha unito degustazioni, concerti, spettacoli, incontri letterari e mostre. I visitatori hanno potuto esplorare le tradizioni enoiche e la cultura etrusca attraverso una serie di appuntamenti che hanno animato il centro storico di Tarquinia.
Tra le attrazioni principali, la partecipazione del direttore del Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia, Vincenzo Bellelli che ha arricchito il programma con due appuntamenti dedicati al rapporto tra la civiltà etrusca e la cultura del vino. Palazzo Vitelleschi, sede del Museo Archeologico Nazionale è stato uno dei luoghi simbolo del festival, con aperture serali straordinarie e una lectio magistralis di Bellelli.
La partecipazione delle cantine e l’attenzione della stampa
La selezione delle cantine e la direzione enogastronomica della manifestazione sono state curate da Carlo Zucchetti noto come “l’enogastronomo con il cappello”. La sua esperienza ha permesso di creare un percorso che ha coniugato qualità, identità territoriale e varietà delle produzioni, con il supporto dei sommelier della Fisar Tuscia Viterbese.
Un altro aspetto significativo è stato l’interesse della stampa specializzata. Un press tour dedicato alla stampa enogastronomica italiana ha portato a Tarquinia giornalisti di importanti testate del settore, che hanno visitato le aziende vitivinicole locali e partecipato agli appuntamenti del festival.
Il contributo delle istituzioni e delle associazioni
Il successo del DiVino Etrusco è stato reso possibile grazie alla collaborazione di numerose istituzioni e associazioni. Tra queste, la Regione Lazio l’Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio (ARSIAL) la Provincia di Viterbo la Camera di Commercio Rieti-Viterbo e il Ministero della Cultura – Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia.
Un riconoscimento particolare va alla consigliera comunale Patrizia Giorgini coordinatrice dell’evento, e a tutti i componenti dell’Amministrazione comunale che hanno lavorato per la riuscita della manifestazione. Inoltre, un ringraziamento speciale è stato rivolto alla Polizia Locale alle Forze dell’Ordine ai volontari dell’Aeopc e della Croce Rossa – Comitato di Tarquinia per il loro prezioso contributo alla sicurezza.
Il sindaco di Tarquinia, Francesco Sposetti ha dichiarato: “Questa 20ª edizione ci consegna un DiVino Etrusco ancora più forte e riconoscibile. Le decine di migliaia di visitatori, la partecipazione delle cantine e l’attenzione della stampa specializzata dimostrano che la manifestazione ha ormai superato la dimensione del semplice evento. Il DiVino Etrusco è diventato un brand di Tarquinia e può rappresentare sempre più un volano economico e culturale per la città.”
Un evento che non solo celebra il vino, ma anche la storia e le tradizioni di un territorio unico.



