La città di Viterbo è stata teatro di una protesta significativa sabato 25 luglio, quando circa 500 cittadini, insegnanti, studenti e rappresentanti di associazioni si sono riuniti davanti al Liceo Classico Mariano Buratti. L’occasione? La riapparizione della scritta ‘Casa del Balilla’ sulla facciata dell’edificio, durante i lavori di restauro.
Questa scritta, simbolo di un’epoca buia della storia italiana, ha suscitato forte indignazione tra i presenti, che hanno chiesto con forza la sua rimozione. La protesta è stata organizzata dall’ANPI provinciale, con l’adesione di numerose associazioni e partiti politici, tra cui Sinistra Italiana e il PD.
Le motivazioni della protesta
Enrico Mezzetti dell’ANPI ha aperto l’incontro, sottolineando l’importanza di rimuovere un simbolo che non rappresenta i valori democratici della scuola. Paolo Bianchini, nipote del partigiano Mariano Buratti, ha espresso il suo disagio in modo drastico: ‘Mi incateno al cancello del liceo classico perché la scritta Casa del Balilla deve essere cancellata’.
Bianchini ha ricordato che l’edificio ospita una scuola intitolata a suo nonno, Mariano Buratti medaglia d’oro al valore militare e martire antifascista. Per lui, la presenza della scritta è un’offesa alla memoria del partigiano e ai valori di democrazia e libertà che il liceo dovrebbe rappresentare.
Le adesioni e le testimonianze
Durante il sit-in, sono intervenuti diversi rappresentanti delle istituzioni e della società civile. Enrico Panunzi ha presentato una mozione alla Regione Lazio per regolamentare il restauro dei palazzi storici, mentre la CGIL ha formalizzato una richiesta di accesso agli atti.
Tra il pubblico, anche il sindaco di Bassano Romano, Ugo Pierallini, che ha ricordato le origini di Buratti nel suo paese, definendo la scritta ‘una ferita che deve essere rimossa’. Carlo Galeotti, direttore di Tusciaweb, ha illustrato il percorso e l’iter della mobilitazione.
Le voci degli studenti e degli insegnanti
Non sono mancate le testimonianze spontanee di una professoressa del liceo e di una coppia di alunni, che hanno proposto di documentare all’interno dell’edificio il percorso del restauro. Questi interventi hanno sottolineato l’importanza di trasformare la scuola in un luogo di memoria attiva e consapevole.
Il significato dei simboli
Agnese Bertolotti di Istoreco ha sottolineato come i simboli contribuiscano a formare la coscienza pubblica, sia nel presente che per le generazioni future. Per lei, la scritta ‘Casa del Balilla’ è un simbolo di propaganda politica che deve essere rimosso immediatamente.
Ugo Poggi e Paolo Moricoli, consiglieri comunali, insieme agli assessori Aronne, Giliberto e Angiani e al vice sindaco Antoniozzi, hanno partecipato attivamente alla protesta. Aurelio Rizzacasa, docente universitario di filosofia, ha confermato il messaggio emerso dal sit-in: ‘È un simbolo di schifosa propaganda politica, quindi va rimosso immediatamente’.
Al termine del presidio, un canto ha unito tutti i presenti in un abbraccio simbolico, chiudendo la manifestazione in un clima di solidarietà e impegno comune.



