Roma è al centro di una polemica riguardante le tensostrutture per i senza dimora nate durante il Giubileo dell’anno scorso. Il Movimento Cristiano Lavoratori (MCL) ha denunciato lo smantellamento di queste strutture, mentre il Campidoglio chiarisce che si tratta di un trasferimento necessario.
Le tensioni sono emerse dopo la chiusura della tensostruttura di via delle Fornaci una delle quattro strutture aperte durante il Giubileo per accogliere circa 280 persone senza dimora. Le altre strutture, situate vicino alle stazioni di San PietroTiburtinaSan Lorenzo e Ostiense rimangono operative.
L’accusa del MCL: un segnale preoccupante
Francesco Spizzirri, responsabile dei giovani del MCL, ha definito lo smantellamento delle tensostrutture un bruttissimo segnale soprattutto in un momento di grande caldo e disagi. “Non possiamo permettere che il Giubileo e il suo profondo significato spirituale sia stato ridotto a un progetto a termine che non risolve i problemi e anzi li amplifica”, ha dichiarato Spizzirri.
Il rappresentante del MCL ha criticato l’amministrazione per aver trovato fondi per iniziative ludiche e musicali mentre chiude strutture fondamentali per l’accoglienza dei più fragili. Spizzirri ha anche rivolto un appello a Papa Leone XIV affinché intervenga per la riapertura delle strutture chiuse.
La replica del Campidoglio: un trasferimento necessario
L’assessora alle Politiche SocialiBarbara Funari ha smentito la chiusura delle tensostrutture, invitando Spizzirri a visitare le strutture ancora aperte. “Siamo al lavoro per il trasferimento dei 70 posti letto da via delle Fornaci a un’area adiacente all’ospedale San Camillo“, ha spiegato Funari.
La chiusura della tensostruttura di via delle Fornaci è dovuta alla scadenza dell’autorizzazione della Soprintendenza il 30 giugno. Nonostante una proroga di sei mesi il Campidoglio ha dovuto procedere con il trasferimento per rispettare le normative. La nuova sede, prevista per i primi giorni di agosto permetterà una maggiore integrazione con i servizi sanitari dell’ospedale.
La sinergia con l’ospedale San Camillo
La nuova collocazione risponde alla richiesta dell’ospedale San Camillo di operare in sinergia per il supporto e l’accoglienza delle persone fragili che stazionano nei pressi della struttura sanitaria. Questo trasferimento non solo rispetta le normative, ma migliora anche la qualità dei servizi offerti ai senza dimora.
La polemica ha messo in luce le difficoltà di gestione delle strutture temporanee e la necessità di trovare soluzioni durature per l’accoglienza dei più fragili. Mentre il MCL continua a denunciare la chiusura delle tensostrutture, il Campidoglio assicura che le altre strutture rimangono aperte e che il trasferimento di via delle Fornaci è una soluzione temporanea per garantire continuità nel servizio.



