Nel centro di Roma, all’interno del secolare Palazzo Odescalchi, prende forma un progetto che ambisce a restituire vita a uno spazio cinematografico iconico. Dopo vicende che l’hanno visto trasformarsi e infine chiudere nel 2018, il luogo riaprirà a giugno con una nuova anima: si chiamerà FCE Majestic e si propone come un salotto cinematografico dove convivono passato e innovazione.
La riapertura vuole essere non solo una riqualificazione fisica ma anche un ripensamento dell’esperienza culturale: proiezioni selezionate, presentazioni, incontri e iniziative speciali convivono con un’offerta più commerciale come lounge e cocktail bar. L’obiettivo è creare un punto di riferimento capace di attrarre sia gli appassionati di cinema sia un pubblico in cerca di eventi e socialità.
Un progetto che unisce storia e tecnologia
Il restauro del Majestic è stato curato dall’architetta Claudia Addati di Archs Architettura, che ha lavorato per conservare gli elementi storici integrandoli con soluzioni contemporanee. La sala conserva dettagli originali ma si distingue per materiali pregiati come il parquet e le nuove poltrone in velluto blu notte. L’intervento mette in dialogo il passato architettonico del luogo con apparecchiature moderne: sono stati installati proiettori 4K Laser RGB e un impianto audio Dolby Atmos, pensati per offrire una qualità di visione di altissimo livello.
Il restauro e il design
La scelta estetica punta sull’eleganza: una lounge dominata da un bancone in legno, divanetti in velluto rosso e un ambiente che favorisce la socialità prima e dopo la visione. Il progetto, finanziato interamente con fondi privati per circa due milioni di euro, vuole restituire dignità a una sala storica mantenendo però un’impronta contemporanea. Questo equilibrio tra conservazione e innovazione è fondamentale per valorizzare il patrimonio architettonico senza rinunciare alle esigenze tecniche di oggi.
Programmi, servizi e il cinema on demand
La programmazione del nuovo FCE Majestic non sarà limitata alle proiezioni tradizionali: la struttura offrirà anche convegni, presentazioni letterarie, anteprime e altri eventi culturali. La vera novità, descritta come «rivoluzionaria» per l’Italia, è il servizio di cinema on demand: attraverso una piattaforma digitale lo spettatore potrà scegliere i titoli che desidera vedere e la sala li inserirà in cartellone. Sulla stessa piattaforma saranno disponibili contenuti legati a concerti, opere, mostre ed eventi live, ampliando così la natura dell’offerta.
Offerta per il pubblico
FCE Majestic sarà aperto dalle 12:00 alla mezzanotte e proporrà un biglietto che include non solo la proiezione ma anche un drink e uno stuzzichino a un prezzo unico di 25 euro. La formula punta a trasformare la visione del film in un momento di convivialità, rendendo il cinema un luogo dove si trascorre tempo di qualità. L’idea è quella di attrarre sia il pubblico tradizionale sia nuove fasce interessate a un’esperienza più sofisticata e personalizzata.
La squadra e la memoria del luogo
Alle spalle del rilancio c’è BO Corp S.r.l, che gestisce il concept FCE nella regione, e una compagine di imprenditori con radici profonde nel mondo del cinema. Tra i protagonisti ci sono Richard Borg, con esperienze nella distribuzione e un passato come capo di Universal Italia, e il produttore Marco Belardi, noto per successi del cinema italiano. I soci fondatori Luigi Borg e Francesco Bove completano il gruppo che ha ideato e finanziato l’operazione.
Dalla sala storica al nuovo palcoscenico
La storia del Majestic è ricca: nato come Teatro d’arte Luigi Pirandello tra il 1925 e il 1928, l’edificio fu poi trasformato in cinema nel secondo dopoguerra, diventando uno dei primi esempi di cinematografo razionalista a Roma con il contributo dell’ingegner Riccardo Morandi. Negli anni della Dolce vita il Majestic raggiunse il suo massimo splendore, passando poi attraverso una fase di riconversione in attrazione multimediale con Time Elevator Rome e la chiusura definitiva del 2018. Oggi la nuova veste lo riporta al centro del dibattito culturale cittadino, con prime proiezioni in cartellone come “Il Diavolo veste Prada” e titoli internazionali in versione originale.