25 Maggio 2026 ☀ 21°

Caldo anomalo e bollettini: cosa significa il bollino arancione per 12 città

Il ministero ha ripreso i bollettini dal 25 maggio: il <strong>bollino arancione</strong> (livello 2) è atteso in 12 città il 26 maggio e in più centri il 27 maggio. Il sistema coinvolge <strong>27 città</strong> e mira a proteggere le persone più fragili.

HERO · Roma

È stato riattivato il sistema di sorveglianza sulle ondate di calore, con la pubblicazione dei primi bollettini che coprono il periodo 25, 26 e 27 maggio. Lo scopo principale del meccanismo è tutelare la salute pubblica, prestando particolare attenzione ai gruppi più vulnerabili, come anziani, malati cronici e chi lavora all’aperto. Il monitoraggio è coordinato dal Ministero della Salute e prevede aggiornamenti regolari per informare la popolazione.

Che cosa indicano i bollettini e come si leggono

I bollettini adottano una scala a quattro colori per facilitare la comunicazione del rischio climatico. Il bollino verde corrisponde al livello 0, cioè assenza di rischio; il bollino giallo segnala il livello 1, una fase di preallerta; il bollino arancione equivale al livello 2 e indica condizioni che possono avere effetti negativi sulla salute di alcune categorie; infine il bollino rosso è l’ondata di calore vera e propria (livello 3), determinata dalla persistenza del livello 2 per tre o più giorni consecutivi. Questo codice cromatico serve a rendere immediata la comprensione del rischio e a orientare comportamenti preventivi.

Tempistica e pubblicazione

I bollettini sono pubblicati con frequenza settimanale dal lunedì al venerdì e, come previsto dal piano operativo nazionale, vengono emessi nella finestra stagionale che va dal 25 maggio al 20 settembre. Le previsioni vengono formulate a 24, 48 e 72 ore, permettendo ai servizi sanitari e alle amministrazioni locali di programmare interventi e consigli alla popolazione. La regolarità delle comunicazioni aiuta anche chi opera nei settori più esposti a pianificare misure di tutela.

Quali città sono coinvolte e le previsioni per il 26 e 27 maggio

Nella prima pubblicazione, il 26 maggio è previsto il livello 2 (bollino arancione) per 12 centri: Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Perugia, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia e Viterbo. Al contempo, cinque città risultano in giallo (Genova, Latina, Milano, Napoli, Verona) mentre molte altre rimangono in verde. Il giorno successivo, 27 maggio, il numero delle città in arancione sale a 15 con l’aggiunta di Latina, Milano e Verona. Il sistema operativo coinvolge in totale 27 città distribuite su tutto il territorio nazionale.

Elenco delle città monitorate

Le 27 città oggetto del monitoraggio includono capoluoghi del Nord, Centro e Sud, tra cui Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Cagliari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Reggio Calabria, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Verona e Viterbo. Questa rete è pensata per coprire aree urbane con maggiore densità di popolazione e gruppi più esposti agli effetti del caldo.

Implicazioni per la salute pubblica e consigli pratici

Quando scatta un bollino arancione, è fondamentale adottare misure preventive: mantenere idratazione adeguata, evitare esposizioni prolungate nelle ore più calde e monitorare parenti fragili. Le autorità sanitarie forniscono raccomandazioni mirate e i servizi locali possono attivare punti di assistenza o call center dedicati. Il monitoraggio serve anche per orientare interventi sul territorio, come la gestione di aree fresche o servizi sociali per le persone isolate.

Ruolo delle istituzioni e della cittadinanza

Il coordinamento tra istituzioni regionali, comuni e il Ministero della Salute è essenziale per tradurre le allerte in azioni concrete. La cittadinanza gioca un ruolo attivo seguendo le raccomandazioni ufficiali e segnalando situazioni di rischio. In sintesi, il sistema di bollettini è uno strumento di prevenzione che, attraverso una comunicazione chiara e periodica, mira a ridurre l’impatto delle ondate di calore sulla salute pubblica.

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