23 Maggio 2026 ☁ 27°

Supplenze carenti nei nidi comunali: famiglie e sindacato in piazza

Genitori stanchi e educatrici esauste: la protesta del sindacato punta a ottenere assunzioni e regole chiare per le supplenze

Supplenze carenti nei nidi comunali: famiglie e sindacato in piazza

Negli ultimi mesi molte famiglie legate al nido comunale di via degli Irlandesi hanno segnalato interruzioni ricorrenti del servizio: telefonate con preavvisi ridotti per richiedere il ritiro anticipato dei bambini, turni saltati e un uso massiccio di chiamate a genitori e tutori. Sotto la lente non c’è solo una singola struttura, ma una problematica più ampia che riguarda la gestione delle supplenze nei servizi educativi cittadini e mette sotto pressione sia le famiglie sia il personale educativo.

Le storie raccolte descrivono mattine e primi pomeriggi in cui le educatrici devono fare i conti con carichi di lavoro insostenibili e con l’assenza di coperture temporanee. I genitori raccontano di essere chiamati «2-3 volte a settimana» con preavvisi che in alcuni casi non superano l’ora e mezza, costretti a interrompere impegni lavorativi per andare a prendere i figli. Il quadro che emerge resta quello di un servizio pubblico che fatica a reggere la domanda quotidiana.

Segnalazioni e impatto sulle famiglie

Le testimonianze provenienti da via degli Irlandesi sono solo una parte delle denunce arrivate alle redazioni: molte famiglie raccontano di essere state contattate ripetutamente per recuperare i bambini perché non c’erano insegnanti disponibili. Il problema, spiegano i genitori, non è solo pratico ma anche emotivo: l’instabilità degli orari crea ansia e genera difficoltà organizzative per chi lavora. In questo contesto si parla spesso di sezioni scoperte, termine che indica la presenza di classi o gruppi senza la previsione normale di personale.

La voce dei genitori

Padri e madri intervistati sottolineano che la frequenza delle chiamate rende la situazione «insostenibile» e «ingiusta»: il rapporto con il nido si fa frammentato e i genitori si ritrovano a dover dichiarare la propria disponibilità a coperture improvvise, mentre le strutture passano la responsabilità. Questa dinamica alimenta il malcontento e aumenta la percezione di precarietà del servizio educativo pubblico, complicando ulteriormente i ritmi familiari e lavorativi delle persone coinvolte.

Il sindacato Usb e la mobilitazione

L’organizzazione sindacale Usb è intervenuta denunciando che fenomeni analoghi si registrano in diversi municipi della città, in particolare nel V, VI, VII e XI. Secondo la dirigente sindacale Claudia Bruschi, che è anche ex assessora alla Scuola del municipio XI, le educatrici sono esauste e gli organici non rispondono più alle esigenze quotidiane. Per questo motivo il sindacato ha convocato una manifestazione pubblica a sostegno delle lavoratrici e delle famiglie, fissata per martedì 26 maggio alle 14 in piazza del Campidoglio.

Richieste e obiettivi della protesta

Tra le richieste principali emergono investimenti reali sul personale, assunzioni stabili e la creazione di organici adeguati. Il sindacato parla di precarietà che non ha fine e chiede che Roma Capitale non scarichi la gestione delle emergenze sulle lavoratrici e sulle famiglie. La mobilitazione vuole alzare il livello di attenzione in vista delle prossime scadenze elettorali e pretende risposte concrete su calendario delle assunzioni e regole per le supplenze.

Interventi normativi e prospettive

Sul piano amministrativo, Roma Capitale ha avviato una revisione delle norme per la gestione delle sostituzioni: tra le novità è prevista l’istituzione delle graduatorie capitoline per le supplenze (Gcs) con validità biennale, che permetteranno aggiornamenti periodici del punteggio e l’inserimento di nuove candidature ogni due anni. Questa misura punta a regolamentare le chiamate e a rendere più stabile il ricorso al personale temporaneo, ma genera anche dubbi tra chi oggi è presente negli elenchi provvisori.

La fine delle Mad e le ricadute

Con il termine dell’anno educativo in corso è prevista la progressiva chiusura dell’istituto delle Mad, gli elenchi utilizzati per incarichi a tempo determinato istituiti in passato per gestire le emergenze. Nella delibera è specificato che le persone presenti negli elenchi Mad potranno comunque partecipare alle nuove procedure, purché in possesso delle abilitazioni richieste. Questa transizione solleva interrogativi su quante lavoratrici e lavoratori verranno effettivamente ricompresi nelle nuove graduatorie.

Attori politici e digitalizzazione

La questione ha coinvolto anche gruppi consiliari: il gruppo capitolino di Fratelli d’Italia, con la responsabile Scuola Laura Marsilio e il presidente della commissione Trasparenza Federico Rocca, ha chiesto chiarimenti all’amministrazione. Intanto è in corso un processo di digitalizzazione delle chiamate per le supplenze che dovrebbe semplificare le procedure e alleggerire il lavoro dei municipi, rendendo il meccanismo meno farraginoso e più trasparente.

La somma di questi elementi disegna uno scenario complesso: famiglie costrette a continui adattamenti, personale educativo sotto pressione e un quadro normativo in fase di riorganizzazione. La manifestazione di martedì 26 maggio appare quindi come un momento in cui chiedere chiarezza, tutele e investimenti per un servizio che è fondamentale per la conciliazione famiglia-lavoro e per la qualità educativa dei più piccoli.

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