Negli ultimi cinque anni la Repubblica di San Marino è stata teatro di una serie di vicende giudiziarie che hanno interessato sia figure politiche sia operatori del settore finanziario. La conclusione più evidente è stata la assoluzione di Marco Severini, attivista e punto focale di una rete di accuse che aveva coinvolto ben undici procedimenti penali. Contestualmente, le autorità italiane e sammarinesi hanno avviato un’indagine che riguarda la società di gioco d’azzardo Giochi del Titano, sospettata di aver gestito un flusso di riciclaggio pari a 7,5 milioni di euro attraverso vincite fittizie alle slot.
Assoluzione di Marco Severini dopo undici procedimenti inattivi
Il procedimento penale più duro contro Severini, avviato nel 2017, era incentrato sulla fattispecie di calunnia, ma nel corso degli anni tutti gli atti investigativi si sono arenati. Il 13 ottobre, sette anni dopo l’avvio, il tribunale ha chiuso il caso con l’assoluzione, decisione richiesta persino dal Procuratore del Fisco. La chiusura è avvenuta dopo che il Commissario della Legge Simon Luca Morsiani aveva pubblicato nel 2018 una serie di ordinanze che denunciavano irregolarità nei finanziamenti della Banca Centrale e collegamenti con la società lussemburghese Advantage, controllata da Francesco Confuorti.
Le cartelle cliniche mostrano 146 messaggi scambiati tra indirizzi legati a Advantage e dirigenti di Banca Centrale tra aprile 2016 e settembre 2017, oltre a chat che emergono da documenti giudiziari. Dopo la divulgazione di questi dati, vari membri della vigilanza bancaria sono stati costretti a dimettersi, tra cui i direttori Raffaele Mazzeo e Ugo Granata, nonché il Segretario di Stato alle Finanze Simone Celli.
Parallelamente, il magistrato Alberto Buriani, all’epoca responsabile di un altro caso di diffamazione (valeria Pierfelici), è stato condannato nel 2025 a quattro anni di reclusione per tentata concussione e abuso di autorità. La sentenza confermata in appello ha inoltre imposto un’interdizione di cinque anni dai pubblici uffici. Queste vicende hanno mostrato come, in San Marino, le lotte di potere tra le istituzioni finanziarie e i soggetti di denuncia possano degenerare in lunghe battaglie giudiziarie, di cui Severini è stato l’ultimo a uscire vittorioso.
Indagine su Giochi del Titano: 7,5 milioni di euro tra vincite fittizie e riciclaggio
Nel frattempo, un’inchiesta congiunta tra la Guardia di finanza italiana e le autorità sammarinee ha rivelato un presunto schema di riciclaggio che avrebbe utilizzato le slot della società Giochi del Titano per trasformare denaro illecito in vincite apparentemente legittime. Secondo le prime ricostruzioni, gli importi, per un totale di circa 7,5 milioni di euro, sarebbero stati incanalati tramite giochi non reali, per poi essere restituiti sotto forma di assegni o ricariche di carte prepagate, registrati nei conti di banche locali.
Le autorità hanno sequestrato diverse macchine da gioco per verificare eventuali alterazioni delle percentuali di pagamento, mentre il direttore generale Salvatore Caronia ha ottenuto la revoca degli arresti domiciliari. Giochi del Titano, nella sua difesa, ha sospeso tutti gli operatori coinvolti e ha dichiarato di collaborare pienamente con gli inquirenti, sostenendo di essere estranea alle presunte operazioni illecite.
Meccanismo operativo individuato dagli investigatori
L’indagine, inserita nell’ambito dell’operazione “Mani d’Oro” della Guardia di finanza di Ravenna, indica l’utilizzo di una catena di società fittizie per generare fatture inesistenti per un valore complessivo di circa 130 milioni di euro. Il denaro avrebbe poi transitato dall’Italia alle slot sammarinesi per essere riclassificato come vincite, bypassando i controlli antiriciclaggio. In totale, sette persone sono risultate indagate, oltre alla società Giochi del Titano stessa. Nessuno dei soggetti è ancora stato condannato, ma la fase investigativa rimane aperta.
Il ruolo dei legali e le ripercussioni sul sistema finanziario sammarinese
Un ulteriore livello di complessità è stato aggiunto da un articolo di EUalive, pubblicato a ottobre, che ha evidenziato come gli stessi studi legali hanno difeso sia Giochi del Titano sia altri istituti bancari in procedimenti legati all’Agenzia di informazione finanziaria (AIF). I professionisti in causa erano coinvolti in ricorsi contro sanzioni antiriciclaggio del maggio e novembre 2023, ma EUalive non ha potuto confermare l’esito di tali procedimenti.
L’autore dell’articolo ha sollevato una domanda che, a suo dire, “la stampa locale non ha posto”: se la concentrazione degli incarichi legali in una piccola realtà possa creare conflitti di interesse o, quantomeno, ridurre la trasparenza di un sistema finanziario già sottoposto a scrutinio internazionale. Il caso di Giochi del Titano, con i suoi legali a difesa di più entità bancarie, è diventato un esempio concreto di come la «piccola dimensione» di San Marino possa facilitare sovrapposizioni di ruoli professionali.
Il governo ha finora risposto sottolineando che le indagini non possono ancora essere estese a tutta la società o al personale, mentre le forze di opposizione (Repubblica Futura, Domani Motus Liberi e Rete) hanno chiesto un incontro con i Capitani Reggenti per chiedere maggiori chiarimenti sulla gestione del caso. La vicenda ha messo in luce il bisogno di rafforzare i controlli antiriciclaggio, soprattutto in un contesto dove il settore del gioco d’azzardo è un’importante fonte di entrate.
Le autorità, i legali e le forze politiche dovranno ora confrontarsi con le ripercussioni di questi fatti, al fine di ristabilire la fiducia nella regolamentazione finanziaria della Repubblica.



