30 ottobre 2026 ☀ 13°

Riunioni provocatorie in Lombardia per il 104° della marcia su Roma

Cene commemorative per la marcia su Roma riaccendono polemiche in Lombardia

Riunioni provocatorie in Lombardia per il 104° della marcia su Roma

Il 28 ottobre 2026, data che segna il 104° anniversario della marcia su Roma, è stato teatro di una serie di cene organizzate in Lombardia da ambienti legati a Futuro Nazionale. L’evento ha riunito centinaia di simpatizzanti, alcuni dei quali noti esponenti della destra, suscitando un vivace dibattito pubblico e l’intervento di ruoli istituzionali.

Cene celebrative in quattro città lombarde

La prima riunione si è tenuta nella trattoria Isola Fiorita, alle porte di Milano, dove circa cento persone hanno condiviso un pasto accompagnato da foto del Duce, camicie nere e motti neofascisti. Parallelamente sono stati organizzati altri tre appuntamenti: a Pavia, a Brescia e a Salò, quest’ultimo con più di 300 partecipanti. In tutti i locali si sono potuti osservare simboli come i fasci littori, l’aquila sul tricolore e cori quali “boia chi molla”, ricreando un’atmosfera che richiama gli anni ’20.

Organizzatori e protagonisti

Tra gli artefici spicca Roberto Jonghi Lavarini, definito “barone nero”, ex presidente della zona 3 di Alleanza Nazionale e oggi sostenitore di Futuro Nazionale, guidato da Roberto Vannacci. Jonghi ha dichiarato che simili cene sono “organizzate da trent’anni” e che in Lombardia ne sono state almeno quattro. A fianco suo, Renato Maturo, referente milanese del movimento, ha però smentito la propria partecipazione, affermando che le foto diffuse non riprendono la trattoria di Zibido San Giacomo e che la marcia su Roma è un “episodio del passato”.

Reazioni politiche e accese polemiche

Le celebrazioni non sono passate inosservate. Pierfrancesco Majorino, capogruppo del Partito Democratico in Lombardia, ha definito l’accaduto “un volta stomaco” e ha avvertito che l’eventuale coinvolgimento di esponenti del centrodestra nella corsa elettorale di Milano costituirebbe “un gravissimo insulto alla città medaglia d’oro della Resistenza”. Anche alcuni esponenti di Fratelli d’Italia e della Lega sono stati segnalati tra i presenti, alimentando le critiche di chi ritiene che tali iniziative riaccendano sentimenti neofascisti e minaccino la coesione democratica.

Nel complesso, le cene lombarde hanno riportato alla luce una rete di contatti tra partiti e gruppi di destra estrema che, pur mantenendo una copertura mediatica limitata, organizza eventi simbolici per rivendicare una narrazione storica revisionista. La polemica ha messo in evidenza la tensione tra la volontà di alcuni ambienti di celebrare una pagina controversa della storia italiana e la crescente sensibilità della società civile verso i riferimenti fascisti.

Contesto storico e implicazioni future

La marcia su Roma del 28 ottobre 1922 ha segnato l’accesso di Benito Mussolini al potere, grazie alla decisione del re Vittorio Emanuele III di non firmare lo stato d’assedio. Il ricordo di quell’evento è stato per decenni oggetto di censura, ma negli ultimi tre decenni gruppi come Futuro Nazionale hanno riscoperto la data come occasione di propaganda. Gli osservatori indicano che queste celebrazioni possono contribuire a normalizzare simboli e slogan appartenenti al fascismo, aumentando il rischio di radicalizzazione tra i giovani. Le autorità locali, pur non potendo vietare manifestazioni private, stanno monitorando attentamente eventuali escalation violente.

Le cene commemorative della marcia su Roma hanno messo in evidenza una strategia di riposizionamento della memoria fascista nella politica contemporanea lombarda, sollevando domande su come le istituzioni risponderanno a queste iniziative di propaganda così esplicite.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app

Roma adesso

ULTIMO SISMA
M 3.0
2 km E Barete (AQ) · 13 ore fa
ACCADUTO OGGI
0312
battaglia di Ponte Milvio