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Rapace sfortunato: denuncia per bracconaggio e proposta di Daspo nella zona di Velletri

Un’aquila minore caduta a terra nei campi di Velletri è stata vittima di bracconaggio; la LIPU denuncia il fatto e propone il Daspo venatorio.

Rapace sfortunato: denuncia per bracconaggio e proposta di Daspo nella zona di Velletri

Il 18 ottobre una passante intentata a una camminata nei boschi intorno a Velletri ha osservato un rapace a terra, sanguinante. Si trattava di un esemplare di aquila minore specie tutelata dalla normativa nazionale, che mostrava evidenti segni di violenza da arma da fuoco.

Le guardie zoofile dell’associazione Kronos, avvisate immediatamente, hanno prelevato il volatile e lo hanno condotto al centro di recupero della LIPU a Roma. Nonostante le cure veterinarie, la gravità delle ferite è stata determinante: la radiografia ha rivelato otto proiettili disseminati nel corpo e una frattura scomposta al radio dell’ala sinistra, lesioni incompatibili con la sopravvivenza.

Morte dell’aquila minore nei campi di Velletri

Le indagini sul luogo del ritrovamento hanno confermato che l’uccisione è avvenuta a colpi di fucile. L’espletamento del reato è stato compiuto nella giornata del 18 ottobre, quando la stagione venatoria era già iniziata nella regione, il che rende l’evento ancor più grave dal punto di vista giuridico.

Il rapace presentava otto pallini di piccolo calibro sparsi su petto, addome e ali, segno evidente di una sparatoria improvvisata. La frattura dell’osso dell’ala, accoppiata all’eccessiva perdita di sangue, ha precluso ogni possibilità di recupero, costringendo i veterinari a dichiarare la morte dell’animale poco dopo il suo arrivo a Roma.

Procedura di soccorso e trasferimento al centro LIPU di Roma

Il tempestivo intervento della cittadina e delle guardie zoofile ha permesso di preservare il corpo per l’autopsia e per la documentazione legale. Il trasporto è stato effettuato con i mezzi destinati al recupero di fauna selvatica, garantendo la catena di custodia necessaria per l’esecuzione del esposto alla Procura di Velletri.

L’associazione LIPU ha,

Reazione della LIPU e richiesta di un Daspo venatorio

In risposta al drammatico episodio, la LIPU ha lanciato una campagna per introdurre il Daspo venatorio uno strumento che prevede il divieto di attività venatoria in aree dove sono stati riscontrati abbattimenti illegali di specie protette. L’obiettivo è sospendere temporaneamente la caccia in quelle zone fino a quando le forze dell’ordine non potranno garantire una sorveglianza adeguata.

Al presidente di LIPU-BirdLife Italia, Alessandro Polinori, è stato chiesto di impegnare le istituzioni a “un salto di livello nell’azione preventiva e repressiva”, evidenziando la mancanza di provvedimenti concreti da parte del governo e del Ministero dell’Ambiente, nonostante la crescente casistica di bracconaggio nella regione.

Altri casi recenti di bracconaggio nel Lazio

Il caso di Velletri non è isolato. Nelle ultime settimane sono stati segnalati altri attacchi a specie protette: un falco subbuteo è stato ucciso nei campi di Divino Amore vicino Roma, un sparviero è stato colpito a Marino e un gabbiano corso è stato abbattuto a Furbara, zona di Cerveteri. In tutti questi eventi, la fauna è stata trovata agonizzante e poi morta a causa delle ferite riportate.

Le autorità regionali non hanno ancora messo a punto misure efficaci per arginare questi abusi, lasciando spazio a un incremento del fenomeno e a un crescente timore nella popolazione locale, preoccupata non solo per la perdita della biodiversità ma anche per la sicurezza pubblica.

La LIPU, quindi, insiste affinché sia emanato il Daspo venatorio come risposta tempestiva e restrittiva, chiedendo che le limitazioni vengano applicate non solo nella stagione venatoria ma anche in periodi di maggiore vulnerabilità della fauna.

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