23 Maggio 2026 🌤 21°

Memorial a Corviale e riconsegna degli spazi: la risposta alla strage di Capaci

Partecipare al memorial a Corviale e restituire aree degradate alla comunità come forma di memoria attiva e contrasto alla criminalità

Memorial a Corviale e riconsegna degli spazi: la risposta alla strage di Capaci

Partecipare a una manifestazione che ricorda le vittime della mafia significa trasformare il lutto in azione. Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha scelto di essere presente alla partita intitolata Memorial Falcone e Borsellino a Corviale, spiegando che la commemorazione diventa più efficace quando è accompagnata da iniziative concrete che restituiscono dignità agli spazi pubblici.

In contemporanea alla partita sono state inaugurate due aree che per anni erano simbolo di degrado e di spaccio, ora riconsegnate alla cittadinanza: un esempio di come la memoria possa tradursi in riqualificazione urbana e partecipazione sociale. Secondo Rocca, dove c’è cura e presenza collettiva, l’illegalità perde terreno.

Memoria e impegno civile

Le stragi di Capaci e di via D’Amelio hanno segnato la storia nazionale e hanno generato una risposta civile che continua ancora oggi. La commemorazione non è solo ricordare i nomi, ma è soprattutto riaffermare il valore della memoria civica come strumento di prevenzione: mantenere vivo il ricordo serve a non abbassare la guardia di fronte a fenomeni criminali che si rinnovano e si adattano.

Ricordare per non rassegnarsi

Nel richiamare le figure di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, il pensiero si estende anche a Francesca Morvillo e agli agenti delle scorte: Antonio Montinaro, Rocco Dicillo, Vito Schifani, e a coloro che persero la vita in via D’Amelio, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Claudio Traina. Erano servitori dello Stato che hanno onorato il servizio pubblico fino all’estremo sacrificio, e la loro memoria ispira l’azione quotidiana delle istituzioni.

La riconsegna degli spazi pubblici

Restituire aree degradate significa offrire alla comunità strumenti concreti di contrasto all’illegalità. Avere spazi frequentati e curati rende più difficile l’insediamento delle reti criminali. La riapertura delle due aree a Corviale è stata presentata come esempio di come la politica e la società civile possano convergere nella lotta contro la microcriminalità, promuovendo progetti sociali, iniziative culturali e attività sportive.

Corviale come simbolo di resilienza

Il quartiere di Corviale diventa simbolo di cambiamento: da luogo percepito come abbandonato a spazio collettivo riaperto alla cittadinanza. Questa trasformazione è stata descritta dal presidente regionale come la conferma che la legalità si costruisce anche attraverso la cura quotidiana degli spazi, la presenza delle istituzioni e la partecipazione dei cittadini, elementi che indeboliscono le condizioni in cui prosperano lo spaccio e l’emarginazione.

Premi e riconoscimenti: valorizzare chi combatte la mafia

Un altro momento significativo della giornata è stata la consegna del Premio regionale ‘Legalità contro tutte le mafie’ a donne appartenenti alle forze dell’ordine che si sono distinte nel contrasto alla criminalità organizzata. Questo riconoscimento vuole sottolineare la gratitudine e il rispetto per la professionalità, la dedizione e lo spirito di servizio di chi lavora per proteggere le istituzioni e la libertà collettiva.

Rocca ha ricordato che Falcone e Borsellino hanno innovato le tecniche investigative dimostrando che la mafia è attaccabile, ma ha anche avvertito che la loro eredità non deve essere dispersa. La lotta alla mafia richiede rigore investigativo ma anche misure di lungo periodo: creare opportunità, sviluppare luoghi di aggregazione e offrire percorsi alternativi sono strumenti fondamentali per prevenire il ritorno delle forme di illegalità.

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