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Luca Abbasciano e Valentina Pambianco: la storia dietro la strage di Pietralata

Una famiglia intera spazzata via in un attimo: scopriamo cosa ha portato Luca e Valentina a compiere un gesto così estremo

Luca Abbasciano e Valentina Pambianco: la storia dietro la strage di Pietralata

Roma si sveglia con un’altra tragedia che scuote le coscienze. Nella periferia di Pietralata, una famiglia intera è stata spazzata via in un attimo. Luca Abbasciano, Valentina Pambianco e la loro piccola Bianca, di soli cinque anni, non ci sono più. Quello che resta sono domande, lettere d’addio e una comunità sotto shock.

La storia di questa famiglia inizia con un amore profondo e una battaglia quotidiana contro una malattia rara che ha colpito Bianca fin dalla nascita. La paralisi cerebrale della piccola ha richiesto cure costose e viaggi all’estero, mettendo a dura prova le risorse economiche della coppia.

Le cure disperate e i sacrifici economici

Luca e Valentina hanno fatto di tutto per garantire alla loro bambina una vita migliore. Tre viaggi in Messico, due per una cura con cellule staminali e uno per un ciclo di un mese con il Cytotron un dispositivo avanzato che utilizza tecnologie a risonanza magnetica per stimolare i tessuti e il cervello. Le spese per queste terapie, sommate a quelle quotidiane, hanno raggiunto circa duecentomila euro in poco più di un anno.

Nonostante l’aiuto dei servizi sociali del III Municipio i risparmi della coppia si sono esauriti rapidamente. Luca, informatico, e Valentina, che aveva abbandonato il suo lavoro per dedicarsi completamente a Bianca, hanno visto le loro risorse svanire. Le indagini dei carabinieri stanno ora esaminando la situazione economica della famiglia per capire se i debiti accumulati abbiano giocato un ruolo nella loro decisione.

L’isolamento e la disperazione

Negli ultimi mesi, Luca e Valentina si erano progressivamente isolati. Le ultime settimane prima della tragedia sono state particolarmente dure. Ammalati e preoccupati di contagiare Bianca, si sono ritrovati soli. Gli anziani genitori di Valentina erano in vacanza a Fiuggi e i parenti di Luca erano impegnati nelle loro vite. Un’amica che li aveva conosciuti nella clinica di Monterrey ha raccontato di momenti di serenità alternati a scoppi improvvisi di pianto da parte di Valentina.

Le lettere d’addio, firmate da entrambi ma scritte da un’unica mano, dimostrano una pianificazione meticolosa. La scelta del momento opportuno per andarsene senza che nessuno potesse intervenire è un dettaglio che lascia senza parole. Daniela, la sorella di Luca, ha rivelato di aver saputo più cose di suo fratello dai notiziari che dagli investigatori.

Le indagini e le domande aperte

Oggi, all’istituto di medicina legale della Sapienza sono previste le autopsie. L’esame dello stub stabilirà chi ha impugnato la Glock intestata ad Abbasciano usata per la strage. Le autopsie dovrebbero anche chiarire l’ora e il giorno dei tre decessi.

Un ultimo messaggio di Valentina, inviato la sera prima della tragedia, aggiunge un ulteriore tassello al mistero. Alle 19.15 di venerdì scorso, Valentina ha scritto sul gruppo chat con il marito e una coppia di amici: «Dai scriviamo sul gruppo che ci facciamo due risate». Un messaggio apparentemente sereno, che contrasta con la tragedia che si sarebbe consumata poche ore dopo.

Le indagini proseguono per chiarire ogni aspetto di questa vicenda, ma una cosa è certa: la storia di Luca, Valentina e Bianca lascerà un segno profondo nella comunità di Pietralata e oltre.

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