Sabato mattina, verso le 11, le strade di Torre Maura sono diventate il teatro di un inseguimento che ha coinvolto due minorenni rom, di 15 e 17 anni, privi di patente. La scena è iniziata quando una Fiat Panda è stata sottratta ad una sala privata di vigilanza, grazie a un dispositivo GPS che ne ha tracciato il percorso in tempo reale.
Il furto e il via d’onda dell’inseguimento
La berlina è stata rubata in via Codirossoni; i sorveglianti, una volta accortisi del furto, hanno immediatamente allertato il 113 fornendo la posizione esatta. Una volante di polizia ha intercettato i due ragazzi in via Walter Tobagi, mostrandogli la paletta. Invece di fermarsi, i giovani hanno accelerato, trasformando una possibile ricettazione in una fuga a tutta velocità, facendo invano saltare la Panda davanti all’auto di pattuglia.
La corsa folle per le vie di Torre Maura
I due rom, spingendo al limite le loro capacità di guida, hanno immerso la Panda in manovre contromano, percorrendo strade secondarie come se fossero un circuito. Le loro azioni hanno causato il danneggiamento di due auto in sosta e hanno costretto i passanti, presenti lungo via delle Canapiglie, a ripararsi dietro i veicoli fermi. Il percorso si è concluso davanti alle case popolari, dove la Panda ha finito per colpire un albero, lasciando le due auto coinvolte completamente sventrate.
Il confronto con le famiglie nomadi e l’arresto
Le famiglie dei ragazzi, residenti nelle case occupate di via delle Canapiglie, sono uscite immediatamente in piazza con l’intento di ostacolare gli agenti e liberare i minorenni. Per alcuni minuti la zona è stata teatro di un acceso scontro: i parenti hanno cerchiato la squadra di polizia, impedendone il ritiro. Dopo un breve ma intenso tafferuglio, le forze dell’ordine sono riuscite a contenere la situazione e a mettere in custodia i due adolescenti.
Le autorità hanno subito avviato un’indagine per individuare eventuali aggressioni contro la polizia. Entrambi i minorenni risultano già con precedenti penali; è stato predisposto il loro trasferimento al carcere minorile di via Virginia Agnelli, dove un avvocato di famiglia li seguirà nel procedimento.
Questo episodio mette in luce la complessa dinamica tra comunità nomadi, abitanti delle case popolari e forze dell’ordine, evidenziando come l’intervento tempestivo della polizia possa evitare esiti peggiori, ma allo stesso tempo sollevi interrogativi su temi di integrazione, sicurezza urbana e gestione dei luoghi occupati.



