Tre giorni fa la città di Testaccio è stata colpita da una notizia improvvisa: Barbara Cullari, la fondatrice del celebre box 83, è venuta a mancare all’età di 50 anni a causa di un arresto cardiaco. La notizia ha inondato i social di messaggi di cordoglio, testimonianze di amici, clienti affezionati e attivisti per i diritti degli animali, tutti intenti a ricordare una donna che ha reso il mercato un luogo di solidarietà e rispetto per gli animali. Il vuoto lasciato dalla sua scomparsa è percepito come una perdita culturale e umana da tutta la comunità del Nuovo Mercato Testaccio.
Figlia di Meera, di 26 anni, Barbara aveva iniziato il suo percorso di vita tra diverse esperienze lavorative, tra cui un ruolo presso l’ambasciata del Pakistan, dove ha avuto modo di affinare la conoscenza di più lingue. Sin da bambina, il suo legame con gli animali era profondo: a sei anni rifiutava ancora la carne, e all’età di quindici anni, durante un viaggio in India, si è avvicinata all’associazione Hare Krishna. Solo a nove anni, dopo quell’incontro spirituale, ha abbracciato il veganismo, una scelta che ha guidato ogni sua decisione successiva.
Il nascituro del box 83: la prima norcineria vegana d’Italia
Nel 2015 Barbara, insieme al suo ex compagno, ha aperto al Nuovo Mercato Testaccio un banco interamente dedicato a prodotti vegetali, proclamandosi “la prima norcineria d’Italia interamente vegana”. Situato nei pressi dell’ex mattatoio, il locale nasceva con l’intento di lanciare un messaggio forte contro la violenza verso gli animali, offrendo salumi e specialità a base di piante. Il box 83 è rapidamente diventato un punto di riferimento per i consumatori curiosi e per chi cercava un’alternativa etica alla tradizionale carne, dimostrando che il mercato poteva accogliere anche proposte radicali.
Conflitti e difesa della fauna urbana: la disputa dei piccioni
Il progetto non è stato accolto da tutti senza riserve. Alcuni operatori del mercato hanno criticato Barbara per aver installato dei dissuasori per i piccioni, temendo danni alle proprie attività. Tuttavia, dietro quella scelta c’era una storia di compassione: una colonia di 22 esemplari di piccioni trovava nutrimento quotidiano grazie alle sue mani, e i tradizionali spuntoni le avrebbero provocato sofferenza. La disputa ha generato tensioni, ma ha anche messo in luce il suo impegno per il benessere di ogni creatura, piccola o grande, che abitava le strade di Testaccio.
Il lascito di Barbara: famiglia, animali e raccolta fondi
Dopo la sua scomparsa, la comunità ha avviato rapidamente una raccolta fondi per sostenere le spese funebri, mantenere il negozio e prendersi cura degli animali che Barbara amava. Tra questi troviamo sei gatti ciechi, un cane e diversi pappagalli, tutti sotto la sua tutela. L’associazione Animalisti Italiani ha espresso cordoglio definendola “una grande amica” e ha promesso di non dimenticarla. L’ex compagno di Barbara continuerà a gestire il box, mentre Meera valuta la possibilità di riprendere in mano l’attività una volta ritrovata la serenità.
Il ruolo degli Animalisti Italiani nel commemorare Barbara
Gli Animalisti Italiani hanno dedicato un messaggio di cordoglio pubblico, sottolineando l’importanza del suo operato per la causa animale. Hanno ribadito l’impegno a proseguire le iniziative avviate dalla fondatrice, invitando la cittadinanza a “fare del bene come faceva lei e a stare sempre dalla parte degli ultimi”. Il loro sostegno è stato decisivo per dare visibilità alla raccolta fondi e per mantenere viva la memoria di una persona che aveva trasformato il mercato in un vero hub di attivismo cruelty-free.
Messaggio di speranza dalla figlia
Meera, ancora scossa, ha lanciato un appello emotivo a chiunque abbia incrociato il cammino di sua madre: “Fate del bene come faceva lei e state sempre dalla parte degli ultimi”. Il suo desiderio è che il box 83 continui a essere un luogo di incontro, dove le persone possano condividere storie, consigli e un’alimentazione rispettosa. Con il sostegno della famiglia, dei clienti e degli attivisti, la speranza è che l’eredità di Barbara resti viva non solo tra gli scaffali del mercato, ma anche nei cuori di chi ha creduto nel suo progetto.



