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Il nuovo corso del Bari: Marino e Rastelli chiamati a ricostruire tra proteste

Il Bari ha scelto Pierpaolo Marino come direttore generale e Massimo Rastelli come allenatore per ricostruire dopo la retrocessione; la presentazione è avvenuta in un albergo con assenze stampa, proteste degli ultras e interrogativi sull'inchiesta che coinvolge la proprietà

Il nuovo corso del Bari: Marino e Rastelli chiamati a ricostruire tra proteste

La società calcistica di Bari ha avviato formalmente un nuovo capitolo affidando la direzione tecnica a Pierpaolo Marino e la panchina a Massimo Rastelli. La presentazione non si è svolta nello stadio di casa, ma in una sala conferenze di un albergo: simbolo della situazione anomala che circonda il club dopo la retrocessione in Serie C.

All’esterno e in rete la risposta dei tifosi è stata dura: manifestazioni di dissenso e uno striscione con parole di contrapposizione alla proprietà hanno scandito il clima attorno all’evento, mentre diverse testate hanno disertato la conferenza per protesta. In parallelo resta aperta un’indagine della magistratura che coinvolge i proprietari del club, elemento che aggiunge incertezza sul futuro societario.

Presentazione di Marino e Rastelli e obiettivi tecnici

Pierpaolo Marino si è definito pronto ad affrontare quella che ha chiamato la “sfida più difficile” della sua carriera: il dirigente, con un passato in piazze come Avellino, Napoli, Pescara, Udinese e Atalanta, ha sottolineato la necessità di ricostruire un progetto credibile e duraturo. Ha spiegato di aver analizzato i numeri del club prima di accettare l’incarico e ha assicurato trasparenza gestionale, promettendo che il Bari dovrà essere un “palazzo di cristallo” aperto alle verifiche.

Dal punto di vista operativo Marino ha annunciato una rapida rivoluzione della rosa: la squadra attuale è ridotta a poche unità effettive e il dirigente ha dichiarato che saranno valutati tutti i profili, con l’intento di mantenere solo chi dimostrerà attaccamento e professionalità. Ha anche parlato della necessità di rispettare le norme della categoria, evocando la presenza in rosa di giovani del vivaio e la possibilità di completare l’organico con arrivi mirati sul mercato.

Il ruolo e la struttura dell’area tecnica

Marino ha precisato che ricoprirà il ruolo di direttore generale e responsabile dell’area tecnica, ma è prevista la figura di un direttore sportivo che lo affianchi nelle operazioni di mercato. È stata ventilata la pista per Antonio Minadeo come possibile supporto al mercato, soggetta a trattative e risoluzioni contrattuali esterne.

Clima esterno: proteste, stampa assente e inchiesta giudiziaria

La presentazione organizzata nell’hotel ha visto l’assenza di molte testate come forma di boicottaggio verso la proprietà, ritenuta poco incline al confronto pubblico dopo la retrocessione e in seguito all’apertura dell’indagine penale. All’esterno si sono radunati gruppi di sostenitori che hanno esposto uno striscione con frasi di condanna nei confronti della famiglia proprietaria: un elemento che evidenzia la distanza tra club e tifoseria.

Sull’inchiesta che riguarda la proprietà, Marino ha spiegato di aver “studiato le carte” e di avere fiducia nella chiarificazione della vicenda da parte dell’autorità giudiziaria; ha ribadito però che la gestione della eventuale vendita del club non rientra nelle sue competenze e che il suo compito si limita a riportare la squadra ai livelli competitivi adeguati.

Reazioni e ricadute pratiche

La contestazione e le assenze della stampa hanno un impatto immediato sulla comunicazione societaria: Marino si è offerto come principale riferimento verso l’esterno, lasciando aperta la possibilità che la proprietà intervenga solo su richiesta. Sul piano sportivo, la tensione esterna coincide con l’urgenza di allestire una rosa competitiva in tempi stretti, con il rischio di iniziare il ritiro con molti giovani della Primavera e completare la squadra solo alla fine del mercato.

Il nuovo allenatore, Massimo Rastelli ha accolto la chiamata definendola la giusta opportunità dopo anni lontano dal campo. Ha spiegato di prediligere un assetto iniziale basato sul 4-3-3 con l’intenzione di costruire una squadra aggressiva nella fase di pressing e capace di variare in fase offensiva, puntando su giocatori con motivazione e attaccamento alla maglia.

Entrambi i dirigenti hanno citato la necessità di recuperare il rapporto con la tifoseria e di riportare il club a obiettivi ambiziosi: vincere subito il campionato è il primo traguardo, mentre la costruzione di un progetto sostenibile resta il fine ultimo. Tuttavia lo scetticismo popolare, la delicatezza dell’inchiesta in corso e la situazione logistica dello stadio rappresentano ostacoli concreti sul percorso di rilancio.

Il Bari si trova quindi ad avviare una fase di lavoro intensa su più fronti: tecnico, comunicativo e giudiziario. Le prossime settimane saranno decisive per capire se le promesse di trasparenza e investimento si tradurranno in operazioni concrete e in un rapporto ricostruito con la città.

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