Durante l’intervento al Festival dello sport di Trento, Massimiliano Alvini ha ribadito che la priorità del Frosinone è la salvezza in Serie A ma ha anche sottolineato quanto il gruppo abbia già dimostrato di possedere un potenziale inarrestabile. Le parole del tecnico sono state accolta con entusiasmo dai tifosi, che vedono nella sua visione la chiave per consolidare la presenza nella massima divisione.
Obiettivo di salvezza e lode al potenziale
Alvini ha spiegato che la squadra ha dimostrato un carattere forte, soprattutto grazie a giocatori come Bracaglia definito “un ciociaro che incarna lo spirito del club”, e Palmisani la cui crescita è frutto di sacrifici premiati con la promozione. Il tecnico ha evidenziato anche il voto di 9 nella partita contro il Como, segno di una performance eccellente. “Allenare atleti con questa attitudine è una fortuna”, ha concluso, lasciando intendere che la qualità individuale è al servizio di un progetto collettivo.
Raimondo e Calò: giovani in crescita
Tra i protagonisti emergenti, Raimondo è stato definito un giocatore dalle “caratteristiche notevoli” e in continuo miglioramento; Alvini ha espresso il desiderio di vederlo convocato in Nazionale. Parallelamente, Calò è stato definito “intelligente e dal piede gentile”, una conferma del valore tattico che il tecnico attribuisce ai suoi acquisti di lunga data.
Il percorso verso la Serie A
L’ultima giornata della scorsa stagione ha rappresentato il culmine di un brillante lavoro: il Frosinone ha superato il Mantova per 5-0, conquistando la promozione in Serie A dopo soltanto due anni di permanenza nella serie cadetta. Alvini, arrivato in panchina nella corsa stessa, ha trasformato una squadra in difficoltà in un campione di classe. Ricorda ancora le sue origini, quando nel maggio 2001, approfittando delle festività, osservava gli allenamenti dell’Empoli al fianco di Silvio Baldini considerato uno dei migliori strateghi del calcio italiano.
Identità tutta italiana del club
Un elemento distintivo del progetto di Alvini è la costruzione di un’”identità di squadra” basata su uno stile proprio. Nei primi cinque turni di campionato, il tecnico ha schierato il 69,9% di giocatori nati in Italia, una percentuale molto più alta rispetto alla media di 71,8% di calciatori stranieri presente nelle altre squadre di Serie A. In totale, le venti squadre hanno impiegato 454 calciatori, ma solo il 28,2% di loro è italiano, evidenziando quanto il Frosinone si distingua per la sua autarchia nazionale.
Confronto con le altre promosse
Nel panorama delle neopromosse, il Monza ha utilizzato il 56,8% di italiani, mentre il Venezia ha fatto affidamento al 99,6% su giocatori stranieri. Il Frosinone resta quindi l’unica squadra a impiegare più italiani che non italiani, dimostrando che la scelta di Alvini è guidata da criteri meritocratici più che da provenienza.
Riconoscimenti a livello nazionale
Il successo del club non è passato inosservato anche al ct Under-21 Silvio Baldini che ha convocato cinque giallazzurri – PalmisaniCalvaniCichellaFini e Raimondo – per le partite contro Armenia e Polonia. “Il nostro calcio è rappresentato più dal Frosinone che dal Como”, ha commentato Baldini, ribadendo l’importanza della filosofia di Alvini nel panorama giovanile italiano.
Guardando al futuro, Alvini non nasconde la difficoltà del compito: mantenere la squadra in Serie A richiederà continuità, disciplina e la capacità di valorizzare ulteriormente i giovani talenti già a disposizione. Tuttavia, con una base solida di giocatori italiani, una tattica ben definita e la convinzione che “il potenziale è tutto”, il Frosinone sembra pronto a difendere la sua fascia di vetta nella massima serie.



