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Pierpaolo Marino presenta il progetto Bari e smentisce il rischio fallimento

Il 9 luglio 2026 Pierpaolo Marino è stato presentato come direttore generale del Bari: ha escluso categoricamente l'ipotesi di fallimento, difeso la regolarità delle operazioni societarie e illustrato il piano tecnico con l'arrivo di Massimo Rastelli e l'attenzione al vivaio

Pierpaolo Marino presenta il progetto Bari e smentisce il rischio fallimento

Il 9 luglio 2026 Pierpaolo Marino ha fatto il suo debutto ufficiale come direttore generale del Bari in una conferenza stampa che ha mescolato programmi sportivi e questioni societarie. In un clima segnato da un’indagine che coinvolge la famiglia De Laurentiis, Marino ha cercato di ricostruire certezze per la tifoseria e per l’ambiente cittadino, ribadendo al contempo ambizioni tecniche concrete.

Chiarezza sulle indagini e smentita netta del rischio fallimento

Nella presentazione il neodg ha affrontato senza giri di parole l’argomento che più preoccupa la piazza: l’inchiesta giudiziaria aperta e la possibilità, paventata da alcuni, di una liquidazione giudiziale della società. Marino ha spiegato di aver consultato i fascicoli e di aver valutato le carte relative alle operazioni contestate, sottolineando la linea difensiva della proprietà che sostiene la inesistenza dei fatti addebitati dalla Procura. In particolare ha citato l’operazione che ha coinvolto il trasferimento del portiere Elia Caprile, spiegando che quella trattativa era stata accompagnata da una perizia giurata di un professionista che ne attestava la regolarità.

Pur esprimendo fiducia nell’operato della magistratura e nel corretto svolgimento degli accertamenti, Marino ha escluso in termini categorici qualsiasi ipotesi di fallimento o di fine anticipata del progetto dei De Laurentiis a Bari, definendo tale prospettiva «irrilevante» rispetto alle valutazioni della dirigenza.

Programma sportivo, ruolo del vivaio e organico ridotto

Sul piano tecnico il direttore generale ha tracciato un piano operativo chiaro: rilanciare la squadra e «risvegliare la passione» dei tifosi. Marino ha confermato che la rosa attuale è notevolmente limitata — si è parlato di una base di sei-sette elementi — e che il ritiro vedrà la partecipazione di almeno sette ragazzi provenienti dalla Primavera. L’investimento dichiarato per il settore giovanile è di un milione di euro, cifra che il dirigente ha paragonato a standard di club di categoria superiore per sottolineare l’importanza del vivaio.

Marino ha precisato di aver ottenuto garanzie sul budget necessario per operare sul mercato e di poter contare sull’arrivo imminente di una figura di direttore sportivo che lo affiancherà nella gestione tecnica: il nome che circola è quello di Antonio Minadeo, attualmente impegnato al Lecco, con cui sarebbero in corso trattative per risolvere il contratto. L’obiettivo dichiarato è costruire una squadra subito competitiva, senza però rinunciare a fondare un progetto sostenibile nel tempo.

La visione tecnica con Massimo Rastelli

Alla presentazione Marino ha affiancato l’allenatore Massimo Rastelli, definito come la scelta giusta per una piazza che necessita di motivazioni forti. Rastelli, reduce da un periodo di inattività volontaria, ha spiegato di aver atteso «la chiamata giusta» e di voler costruire una squadra aggressiva nella riconquista della palla e propositiva in fase offensiva. Il tecnico ha manifestato la preferenza per un 4-3-3 dinamico in cui gli attaccanti possano scambiarsi posizioni e creare problemi agli avversari.

Sull’organico Rastelli e Marino hanno mostrato coerenza: verranno valutati i giocatori della rosa attuale, ma non saranno tollerati atteggiamenti di scarso attaccamento alla maglia; citando casi della passata stagione il dg ha ricordato la necessità di costruire un gruppo motivato e orientato al sacrificio.

Contesto locale, stadio e rapporto con la città

La conferenza si è svolta fuori dal classico scenario dello stadio San Nicola, simbolo della complessità del momento societario e gestionale. Marino ha descritto un ambiente freddo ma non privo di storia e sentimento: ha ricordato aneddoti personali, la memoria dei tifosi e il legame con figure come Igor Protti, cui è stata tributata attenzione durante l’incontro. L’ex dirigente ha ribadito l’intenzione di restituire ai baresi una squadra capace di competere e di riportare entusiasmo, sottolineando però che il clima dovrà cambiare attraverso risultati concreti e trasparenza gestionale.

Riguardo al possibile futuro societario e a eventuali trattative di vendita, Marino ha precisato che non è sua competenza gestire le cessioni societarie: il suo ruolo è esclusivamente tecnico-sportivo e finalizzato a riportare il Bari ai livelli che la piazza merita. Ha comunque espresso la speranza che il procedimento giudiziario possa concludersi con una archiviazione, ribadendo che ogni operazione è stata fatta «all’insegna della trasparenza» e supportata da consulenze tecniche.

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