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Guano a Prati Fiscali: come gli storni hanno trasformato viale Jonio

Storni in massa trasformano viale Jonio in una zona di guano, costringendo i cittadini a proteggersi con ombrelli e a sperare in soluzioni efficaci

Guano a Prati Fiscali: come gli storni hanno trasformato viale Jonio

Nel pomeriggio di ogni giorno, il percorso tra viale Jonio e viale Pantelleria diventa quasi impraticabile: centinaia di storni si accalcano sugli alberi, creando una coltre di guano che avvolge marciapiedi, parcheggi e persino le auto fermate sulle strisce di sosta. L’effetto è simile a una pioggia nera, ma è composta esclusivamente da escrementi di uccelli. I residenti, stanchi di dover spostare il veicolo ogni sera, ricorrono a ombrelli, cappucci e persino al barricarsi in casa per sfuggire alla pioggia di rifiuti organici.

Guano e odori: l’impatto quotidiano sui cittadini di Prati Fiscali

Il tratto più colpito è l’incrocio fra piazzale Jonio, viale Jonio e viale Pantelleria, dove a partire dalle 17:00 le altezze degli alberi si riempiono di volatili. Antonella, abitante del viale, racconta: “Alle 4:45 oggi come gli altri giorni arrivano, precisi, il cielo diventa nero e noi restiamo bloccati”. Il risultato è un odore pungente che, secondo un altro residente, è “incredibile”. Le deiezioni si accumulano così rapidamente che, lasciata una macchina sotto gli alberi dal pomeriggio, al mattino successivo risulta completamente ricoperta di feci, costringendo i proprietari a lavarla più volte al giorno.

Ripercussioni commerciali e sociali

Le attività commerciali del quartiere ne risentono: alcuni negozi chiudono a partire dalle 18:00 perché i clienti evitano gli spostamenti per non incappare nella pioggia di guano. Il movimento pedonale si riduce drasticamente, costringendo chi deve fare la spesa a deviare o a camminare sotto copertura, aumentando il disagio soprattutto per gli anziani e per chi non dispone di mezzi di trasporto.

Interventi del Dipartimento Tutela Ambientale: dissuasori acustici e luminosi

Per fronteggiare l’invasione, il Dipartimento Tutela Ambientale di Roma Capitale ha affidato a una ditta specializzata l’installazione di sistemi di distress call e di dispositivi a raggio luminoso. Il primo, a partire da giovedì 22 ottobre, riproduce suoni di allarme per spaventare gli uccelli, mentre il secondo proietta fasci di luce verso le chiome per disorientarli. Antonella nota che, “gli uccelli però restano lì, non si muovono neanche”, ma l’assessore all’Ambiente Matteo Zocchi rassicura che il meccanismo funziona, seppur lentamente: gli animali devono comprendere che il luogo è pericoloso.

Pulizia straordinaria e supporto municipale

Nel frattempo, il municipio ha potenziato le attività di igiene urbana: le squadre di Ama hanno avviato lavaggi con idropulitrici nelle zone più colpite per ridurre la scivolosità del manto stradale. In una nota congiunta, il presidente del Municipio III Paolo Emilio Marchionne e l’assessore Zocchi hanno dichiarato che queste operazioni sono temporanee e mirate a limitare i rischi per i pedoni e gli automobilisti.

Nonostante gli sforzi, la popolazione resta perplessa: “Ogni giorno dobbiamo lavare le macchine, è impossibile vivere così” lamenta un altro residente. Alcuni hanno ipotizzato soluzioni estreme, ma le autorità ribadiscono che solo metodi non cruenti, autorizzati dal Dipartimento, sono legali e praticabili. La situazione continuerà a essere monitorata nei prossimi giorni per valutare l’efficacia dei dissuasori e decidere eventuali ulteriori interventi.

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