Gli Europei di Atletica di Birmingham 2026 stanno regalando emozioni forti agli appassionati italiani. Con 19 medaglie conquistate, di cui 8 ori, 6 argenti e 5 bronzi, l’Italia si trova al comando del medagliere, superando anche la Gran Bretagna, padrona di casa.
Stefano Mei, presidente della Fidal ha espresso grande soddisfazione per i risultati ottenuti, sottolineando come questi successi confermino la crescita costante dell’atletica italiana.
Un successo che va oltre le aspettative
Nonostante gli infortuni di alcuni atleti di spicco come Marcell Jacobs e Mattia Furlani la squadra azzurra ha dimostrato una resilienza eccezionale. Mei ha elogiato l’impegno e la determinazione degli atleti, definendoli ‘avvelenati’ dalla voglia di dimostrare che il successo di Roma non era un caso isolato.
Con 41 finalisti e a soli cinque allori di distanza dal record stabilito a Roma, l’Italia sta vivendo un momento d’oro. Mei ha anche paragonato i risultati di Birmingham a quelli di Spalato 1990, evidenziando un miglioramento significativo.
Le sfide future e la candidatura per i Mondiali 2029
Guardando al futuro, Mei ha espresso ottimismo riguardo alla candidatura di Roma per ospitare i Mondiali di Atletica 2029. ‘Abbiamo le garanzie del governo e il supporto unanime delle istituzioni’, ha dichiarato, sottolineando la solidità del progetto italiano.
Tuttavia, Mei ha riconosciuto la difficoltà della competizione, con altre città che puntano alla stessa manifestazione. ‘Siamo i migliori d’Europa nonostante le carenze nell’impiantistica’, ha aggiunto, invitando le amministrazioni locali a investire nella creazione di nuovi campi di atletica.
Il problema del ‘drop out’ tra i giovani atleti
Un altro tema affrontato da Mei è quello dell’abbandono prematuro dell’atletica tra i giovani atleti. ‘Tra i 20 e i 23 anni, molti atleti potrebbero dare molto di più se messi nelle condizioni ideali’, ha spiegato, sottolineando l’importanza di un supporto continuo e personalizzato.
Mei ha anche evidenziato l’importanza di far sentire ogni atleta ‘unico’, anche nei momenti di difficoltà. ‘Dobbiamo investire e cercare di ‘non fare danni’: i coach personali e le società danno già materiale raffinato che noi dobbiamo preparare per le grandi manifestazioni’, ha concluso.
Con questi successi e le prospettive future, l’atletica italiana si prepara a vivere un periodo di grande splendore, con l’obiettivo di continuare a stupire il mondo dello sport.



