Nel cuore di Roma il cantautore bolognese Cesare Cremonini ha messo in scena due serate al Circo Massimoaprendo l’estate dei grandi concerti con una produzione imponente e un pubblico stimato in 65mila presenze. Le esibizioni del 6 e del 7 giugno 2026 hanno condensato oltre venticinque anni di carriera in uno spettacolo di due ore e mezza, tra brani storici e nuovi arrangiamenti che anticipano il prossimo album. L’artista ha scelto una passerella centrale che gli ha permesso di cantare in mezzo al pubblico e di creare un rapporto diretto con la folla, mantenendo però la sua nota freddezza da divo, contraddistinta dagli occhiali scuri.
Lo spettacolo: scaletta, ospiti e momenti dedicati
La serata ha alternato momenti intimi e sequenze ad alto impatto scenico: dall’apertura strumentale alla presenza massiccia di fiati in brani come Alaska Baby. Tra gli ospiti che hanno partecipato alla festa romana sono saliti sul palco Jovanottiper un virtuosismo su Mondo e L’ombelico del mondoElisa che ha duettato su Aurore Borealie Luca Carboni per una toccante versione di San Luca. Un momento privato è stato la dedica a Carla, la madre di Cremonini, prima dell’esecuzione di Vorreibrano nato da ricordi d’infanzia; la madre è stata anche inquadrata sugli spalti, visibilmente commossa. A sorpresa è comparso in prima fila Valentino Rossi, mentre sul palco si è vista anche la ballerina Caterina Licini.
Arrangiamenti e formazione musicale
La serata ha valorizzato il nuovo impianto sonoro e la band rinnovata: alla direzione musicale e chitarra Alessandro “Doc” De Crescenzo, al basso Nicola “Ballo” Balestri, batteria con Andrea Fontana, pianoforte e tastiere con Giovanni Boscariol, oltre a una sezione fiati con sax e tromboni che sono stati protagonisti. La presenza dei fiati non è casuale: rappresenta un’anticipazione del disco in uscita entro l’anno, dove avranno un ruolo rilevante. Il pubblico ha partecipato attivamente al karaoke collettivo su pezzi come 50 Special e ha salutato con calore Un giorno migliore in chiusura.
La macchina produttiva: luci, video e regia
Lo spettacolo è stato supportato da una regia visiva e luminosa pensata per grandi spazi: il lighting designer Mamo Pozzoli ha curato la regia luci, mentre i contenuti video sono stati prodotti da uno studio creativo internazionale. La direzione creativa e lo stage design portano la firma dello studio Giò Forma con Claudio Santucci, creando un impatto scenografico riconoscibile grazie a torri e schermi che hanno trasformato l’arena in un’installazione immersiva. Il risultato è stato uno show che mescola tecnologia, scenografia e sonorità per restituire un’esperienza visiva oltre che musicale.
Organizzazione, viabilità e trasporti per le due date
Per consentire lo svolgimento delle serate il Comune ha disposto una serie di limitazioni alla circolazione: le chiusure e i divieti di sosta intorno al Circo Massimo sono scattati nei giorni precedenti e sono rimasti in vigore fino a cessate esigenze, interessando strade come via dei Cerchi, via del Circo Massimo e via della Greca. Le entrate per il pubblico erano quattro, dislocate tra via del Circo Massimo, via della Greca, via dei Cerchi, Porta Capena e via di San Teodoro, con aperture dei varchi già nel pomeriggio. Per le persone con disabilità è stata riservata un’area di sosta a piazza Santa Prisca e uno spazio dedicato all’interno dell’area concerto.
Modifiche al trasporto pubblico
La stazione metro Circo Massimo è stata temporaneamente chiusa nelle ore serali a favore dell’afflusso e della sicurezza, con indicazioni per utilizzare le stazioni Piramide e Colosseo come alternative. Diverse linee bus hanno subito deviazioni: tra le linee interessate figurano 51, 75, 81, 85, 87, 118, 160, 628, 715, C3 e la notturna nMC, con alcune deviazioni già attive da venerdì e altre previste per il weekend. Le informazioni sulla viabilità raccomandavano attenzione alla segnaletica temporanea e agli avvisi comunali per gli orari di ripristino del traffico.
La due giorni al Circo Massimo ha quindi unito l’aspetto artistico a una complessa logistica cittadina, dimostrando come un grande evento musicale richieda coordinamento tra produzione, staff tecnici e istituzioni locali. Restano segnali forti sul possibile futuro artistico: Cremonini ha lasciato intendere un cambio di direzione verso sonorità più rock e formati dal vivo differenti, aprendo la possibilità a progetti più intimi o a residencies in location suggestive.


