Sabato scorso la capitale italiana è stata teatro di una manifestazione di ampia portata, organizzata dal cosiddetto Movimento 17 ottobre. Il corteo, partito da Piazza della Repubblica, ha attraversato il centro storico, da Via Labicana fino al Colosseo, per poi dirigersi verso la stazione Termini. La presenza di circa quattromila persone ha spinto le autorità a mettere in atto un piano di sicurezza straordinario, con più di 1.500 agenti, droni e controlli a tappeto.
Identificazioni e fermate: oltre 200 giovani nel mirino delle forze dell’ordine
Durante le ore pomeridiane la polizia di Stato, supportata dalla Digos e dalle forze dell’ordine locali, ha iniziato una serie di identificazioni su più punti critici: Piazza Ostiense, Via Napoleone III, le metropolitane Colosseo e Laurentina, nonché le zone di Via Cavour e Circo Massimo. In totale sono stati identificati più di 200 giovani, molti dei quali in possesso di mascherine, passamontagna, guanti e bombolette spray. Di questi, 96 sono stati condotti in questura, comprese 6 persone minorenni, e 28 hanno subito fermi preventivi. Gli interventi mirati hanno impedito l’evoluzione di azioni violente preannunciate sui canali social.
Controlli a tappeto e reperti sequestrati
Nel contesto dei controlli, le pattuglie hanno scoperto 23 soggetti equipaggiati con materiale corrispondente alle indicazioni operative diffuse online: passamontagna, scaldacollo, bombolette spray e zaini con scomparti nascosti. Questi reperti sono stati sequestrati e le relative persone sono state poste in fermo per valutare eventuali reati di istigazione e violenza organizzata.
Interventi della polizia: idranti, cariche di alleggerimento e chiusure strategiche
Il confronto tra manifestanti e «forze antisommossa» è culminato in diversi punti critici. A largo Santa Susanna, i manifestanti hanno tentato di riprendere il corteo con il lancio di bottiglie, petardi e persino un palo. La risposta della polizia ha previsto l’uso degli idranti per disperdere la folla, accompagnati da cariche di alleggerimento. Un giovane ha cercato di ostacolare il getto d’acqua, ma è stato prontamente fermato da agenti in divisa.
Parallelamente, la stazione Termini è stata chiusa al transito pedonale dal lato di Via Giolitti, premunendosi da possibili incursioni nei quartieri dei binari. Le porte di accesso sono rimaste chiuse fino al ritorno di ordine pubblico, mentre l’area di Piazza dei Cinquecento è stata monitorata da unità specializzate. Anche il centro di Piazza del Popolo è stato «blindato», con la protezione di negozi di alta moda come Prada, Gucci e Dior.
Il corteo nel cuore storico: dal Colosseo a Piazza Venezia
Il gruppo di manifestanti ha raggiunto il Colosseo, dove diversi giovani sono riusciti ad forzare gli ingressi dell’area archeologica. Alcuni sono entrati all’interno dell’anfiteatro, ma sono stati prontamente espulsi dalla polizia, che ha mantenuto un presidio blindato fra Piazza Venezia e Piazza del Popolo. L’azione ha creato un ingorgo di persone nella zona dei Fori Imperiali, con centinaia di partecipanti vestiti quasi tutti di nero, inclusi minorenni.
Dopo il tentativo di occupazione del Colosseo, il corteo si è sfilato verso Via Merulana, dove le forze di ordine hanno eretto un cordone di contenimento. La tensione si è ulteriormente intensificata nella zona di Santa Maria Maggiore, dove un gruppo di manifestanti con braccia alzate nel segno di non violenza è stato scortato dalla polizia, mentre altri hanno acceso fumogeni. Alla fine del percorso, giovani radunatisi all’altezza di Largo Corrado Ricci hanno tenuto un comizio di pochi minuti, mantenendo un clima relativamente tranquillo sotto il controllo a distanza delle autorità.
Reazioni istituzionali e bilancio finale
Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha pubblicamente lodato la professionalità e l’“equilibrio” dimostrati dalle forze dell’ordine, sottolineando l’importanza di tutelare sia la sicurezza della città sia il diritto di manifestare. Il prefetto Lamberto Giannini e il questore Roberto Massucci hanno ricevuto anch’essi ringraziamenti per la gestione operativa della giornata.
Il conteggio finale della notte riporta 11 denunce, 96 persone portate in questura, 28 fermi preventivi e più di 200 soggetti identificati. Nonostante le tensioni, la maggior parte del percorso è avvenuta senza scontri mortali o lesioni gravi, dimostrando l’efficacia del piano di sicurezza messo in atto dalle autorità cittadine.



