15 Ottobre 2026 🌤 24°

Bitcoin sotto 81.000 dollari: impatto CPI e deflussi ETF spot

Bitcoin scende sotto gli 81.000 dollari per l’inflazione più alta del previsto e la fuga di capitali verso gli ETF.

Bitcoin sotto 81.000 dollari: impatto CPI e deflussi ETF spot

Il prezzo di Bitcoin ha rotto la soglia dei 81.000 dollari, toccando gli 80.400 dopo un breve balzo verso i 84.000 durante la notte di mercoledì. Nelle ultime 24 ore la criptovaluta ha perso il 2,6%, riflettendo l’effetto di un dato sull’inflazione statunitense più elevato delle attese e di una crescente avversione al rischio su più fronti di mercato.

Inflazione statunitense più alta del previsto e le sue ripercussioni

Il dato core inflation che esclude alimentari ed energia, è salita al 2,6% contro la previsione del 2,5%. Questo incremento ha alimentato le aspettative di un nuovo rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve. Il CME FedWatch segnala ora una probabilità del 34% di un aumento di 25 punti base nella riunione prevista per il 27-28 ottobre. Parallelamente, i rendimenti dei Treasury USA a 10 anni sono calati del 2,5% fino a poco sopra il 5%, mentre quelli a 30 anni hanno registrato una flessione del 2,4%, segnando un breve rally del mercato obbligazionario.

Riflessi sul mercato obbligazionario

La contrazione dei rendimenti ha spinto gli investitori verso il reddito fisso, con l’ETF iShares 20+ Year Treasury Bond (TLT) in rialzo del 2% nei contratti pre-market. Tuttavia, la pressione inflazionistica resta un fattore di supporto al dollaro, aumentando la pressione sui asset più rischiosi come le criptovalute.

Pressione sugli asset tecnologici e sui crypto

I futures sul Nasdaq 100 hanno perso l’1,2% dopo che la società di intelligenza artificiale Anthropic ha comunicato un fatturato di 16,8 miliardi di dollari nel terzo trimestre, segnale di un rallentamento della crescita. La debolezza del settore AI ha contribuito a un calo più ampio dei titoli tecnologici, con Nvidia e Meta in diminuzione di oltre il 3%.

Nel universo crypto, Zcash (ZEC) ha registrato la peggiore performance, scendendo dell’11% verso i 1.100 dollari. Anche Ethereum (ETH) è sceso del 5%, attestandosi intorno ai 2.370 dollari. La combinazione di un dollaro più forte e di tassi più alti ha ridotto l’attrattiva di protocolli DeFi, accentuando la volatilità del mercato.

Flussi di capitale verso gli ETF spot e supporto tecnico di Bitcoin

Gli ETF spot di Bitcoin negli Stati Uniti hanno registrato deflussi netti per circa 261 milioni di dollari, secondo i dati di SoSoValue. Questo flusso negativo indica una rotazione verso beni più difensivi e una prudenza crescente da parte degli investitori istituzionali, in risposta alle condizioni macroeconomiche avverse.

Dal punto di vista tecnico, il livello di 80.400 dollari costituisce un supporto chiave. Una chiusura al di sotto di questa soglia romperebbe il supporto difeso due volte la scorsa settimana, aumentando il rischio di una correzione più ampia. Gli operatori dovrebbero monitorare questo punto per gestire stop loss e dimensionare l’esposizione.

Per gli investitori italiani, la congiunzione di un dollaro robusto, tassi più alti e la correlazione tra criptovalute e tecnologia potrebbe amplificare la volatilità. Una strategia di diversificazione tra classi di asset e l’uso di coperture valutarie possono limitare il rischio complessivo, soprattutto considerando la sensibilità dei flussi verso gli ETF spot alle condizioni macro.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app

Roma adesso

ACCADUTO OGGI
Curiosità storiche legate al 15 Ottobre