Il 17 novembre, il Teatro Palladium dell’Università Roma Tre aprirà le sue porte per una proiezione speciale: il documentario di Wim Wenders Buena Vista Social Club. L’evento conclude la rassegna Vite in Musica 2026, una serie di incontri dedicati alle storie più intime dei protagonisti della musica mondiale. L’ingresso è gratuito e la programmazione prevede una breve introduzione a cura di Edoardo Mariani e Giovanni Vacca, che preparerà il pubblico a un viaggio nella Cuba degli anni novanta, tra strade di L’Avana, sale di registrazione e case di vita quotidiana.
Dettagli pratici dell’incontro
La proiezione avrà luogo alle ore 17:00, dopo l’accoglienza del pubblico prevista per le 16:30. La sede è Piazza Bartolomeo Romano 8, Roma, facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici. La durata del film è di 105 minuti, offrendo così un pomeriggio completo di musica, memoria e racconto. L’evento è organizzato con il sostegno del Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo e in collaborazione con il DAMS – Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo dell’Università Roma Tre. Per informazioni è possibile consultare il sito , telefonare al 06 57332772 o inviare una mail a biglietteria.palladium@.
Buena Vista Social Club: un film che ha riportato la Cuba al centro del mondo
Realizzato nel 1999, il documentario di Wim Wenders racconta la nascita e l’ascesa del progetto musicale che ha riunito veterani della tradizione cubana: Compay Segundo, Ibrahim Ferrer e Omara Portuondo. Il musicista statunitense Ry Cooder ha svolto il ruolo di curatore, selezionando gli artisti e fornendo al progetto una visione globale. Il film si muove con la macchina da presa tra le case, i bar di L’Avana e le sale di registrazione, cogliendo espressioni sincere e testimonianze che dipingono una memoria collettiva di talento, identità e appartenenza. Wenders, più interessato alle persone che ai personaggi, crea un racconto che supera il puro elemento musicale, trasformando la musica in un filo conduttore tra passato e presente.
Il ruolo della memoria e dell’identità nella narrazione
Il film mette in luce come la musica tradizionale cubana sia stata un veicolo di riconoscimento sociale dopo decenni di isolamento culturale. Attraverso le interviste a Secundo, Ferrer e Portuondo, emerge un desiderio di trasmettere alle nuove generazioni un patrimonio che supera le barriere geopolitiche. La ricostruzione di Wenders enfatizza il concetto di rinascita artistica, mostrando che il successo tardivo non è solo una questione di fama, ma anche di dignità e di riappropriazione della propria storia.
Vite in Musica 2026: chiudere la rassegna con la Cuba di Wenders
La rassegna, curata da Luca Aversano e Enrico Carocci, ha già dedicato serate a icone come Maria Callas, Bruce Springsteen e Maurice Ravel. Ogni appuntamento ha esplorato la fragilità, la crisi e la ricerca di autenticità dei protagonisti, mettendo a fuoco l’aspetto umano dietro il mito. Con Buena Vista Social Club si chiude il percorso, offrendo una prospettiva sul valore del riconoscimento tardivo e sulla capacità della musica di superare confini temporali e geografici.
Gli organizzatori invitano gli studenti, i curiosi e gli appassionati di cinema a partecipare a questa serata speciale, dove la proiezione è seguita da uno spazio di discussione aperto al pubblico. È un’occasione unica per ascoltare la voce di una generazione di musicisti cubani e per riflettere sul modo in cui la cultura può riunire mondi apparentemente distanti. Non mancare il 17 novembre: la storia, la musica e la memoria ti attendono al Palladium.



