Nel 2025 il trasporto ferroviario dell’Unione Europea ha superato ogni precedente, raggiungendo 457 miliardi di passeggeri-chilometro (pkm). Questo dato rappresenta un incremento del 2,6 % rispetto ai 445 miliardi registrati l’anno precedente, confermando una tendenza al rialzo che si protrae dal 2004, quando Eurostat iniziò a raccogliere queste statistiche.
L’indicatore pkm misura il trasporto di una singola persona per ogni chilometro percorso, fornendo una sintesi chiara dell’intensità del traffico su rotaia. Il valore di 457 miliardi è il più alto mai registrato dalle principali imprese ferroviarie europee, sottolineando come il treno continui a conquistare una quota sempre più ampia della mobilità continentale.
Le potenze del trasporto ferroviario: Germania, Francia e Italia
Tra i membri dell’UE, la Germania si conferma leader assoluto, con 2.954 milioni di passeggeri trasportati su rotaia nel 2025. A seguire troviamo la Francia, con 1.312 milioni, e l’Italia, con 844 milioni. Queste tre nazioni aggregano più del 70 % del totale dei passeggeri, evidenziando la loro capacità infrastrutturale e la diffusione di servizi ad alta velocità.
Le realtà più piccole: Lituania, Estonia e Grecia
All’estremità opposta della scala, la Lituania registra appena 5 milioni di passeggeri, l’Estonia 8 milioni e la Grecia 14 milioni. Le differenze riflettono non solo la dimensione della popolazione, ma anche la densità della rete ferroviaria e gli investimenti pubblici nel settore.
Prospettive pro capite: Lussemburgo al vertice
Quando si normalizza il dato rispetto al numero di abitanti, il Lussemburgo emerge con il rapporto più alto: 46,1 passeggeri per residente, seguito da Ungheria (35,9) e Danimarca (35,6). Queste cifre indicano una forte dipendenza dal treno nella vita quotidiana dei cittadini, nonché politiche volte a favorire la mobilità sostenibile.
Viaggi per abitante: l’Italia ancora indietro, l’Ungheria al comando
Nel calcolo dei passeggeri-chilometro per abitante, l’Ungheria registra il valore più elevato (1.692 pkm), a cui seguono la Francia (1.606) e l’Austria (1.588). Al fondo della classifica troviamo la Grecia (69), la Lituania (164) e la Bulgaria (226), dati che suggeriscono margini di miglioramento significativi in termini di utilizzo della rete ferroviaria.



