Le categorie dei tassisti hanno deciso di organizzare uno sciopero nazionale per l’intera giornata del 15 dicembre, prevedendo una grande manifestazione nella capitale. La decisione nasce dalla crescente frustrazione verso i lunghi ritardi nell’attuazione delle norme previste dalla legge 12/2019 e dalla percezione di una concorrenza sleale da parte di alcune piattaforme di mobilità e degli NCC. Oltre al blocco totale del servizio, le organizzazioni hanno annunciato tre mobilitazioni preliminari che si svolgeranno a novembre, per accrescere la pressione sul governo.
Motivazioni del blocco del 15 dicembre
Secondo i rappresentanti dei tassisti, la causa principale è l’inerzia amministrativa che ha impedito la piena operatività del Registro Elettronico per taxi e NCC (Rent) e il ritardo nella pubblicazione del decreto attuativo del Foglio di Servizio Elettronico (Fse). Senza questi strumenti, i controlli su strada risultano scarsi, favorendo pratiche abusive e l’uso irregolare dei titoli di trasporto. La mancanza di un quadro normativo solido, affiancata dall’aumento vertiginoso dei costi del carburante, spinge i conducenti a chiedere un intervento urgente del governo.
Domanda di controlli sugli NCC e sul Registro Elettronico
Le associazioni denunciano che le piattaforme multinazionali e alcuni operatori NCC stanno aggirando le regole mediante sistemi di asta dei prezzi e algoritmi di assegnazione delle corse. Il risultato è una concorrenza percepita come “sleale”, che mina la sostenibilità del servizio pubblico taxi. La richiesta è chiara: rendere operativo il Rent, intensificare le verifiche su strada e pubblicare entro breve il decreto per il Fse, in modo da garantire una corretta gestione dei servizi.
Le tappe di novembre: Milano, Napoli e Firenze
Il calendario di anticipo prevede tre proteste che serviranno da vetrina per le rivendicazioni nazionali. A Milano l’incontro si terrà l’11 novembre, a Napoli il 17 e a Firenze il 25. In ciascuna città i tassisti si raduneranno in piazza, esporranno cartelloni e distribuiranno comunicati per sensibilizzare cittadini e autorità locali. Le manifestazioni saranno organizzate in forma pacifica, con la partecipazione di conducenti fuori turno o in ferie, per non compromettere la continuità del servizio.
Calendario e modalità delle manifestazioni
Le tre tappe saranno caratterizzate da raduni statici e da percorsi di marcia che attraverseranno i centri storici, con la presenza di rappresentanti sindacali e dei principali portatori di interesse del settore. Le autorità locali hanno già ricevuto richieste di autorizzazione e, secondo quanto riferito, hanno garantito la presenza di personale di ordine pubblico per assicurare la sicurezza dei partecipanti e dei pedoni.
Richieste al governo: carburante, leggi e sostegno economico
Il punto focale delle rivendicazioni riguarda il cari carburante, che grava enormemente sui costi di gestione di un taxi, le cui tariffe sono stabilite a livello comunale e non possono essere adeguate automaticamente. Le organizzazioni chiedono un pacchetto di aiuti: potenziamento del credito d’imposta, estensione delle agevolazioni fiscali per il carburante professionale, un fondo straordinario per compensare gli aumenti e incentivi per l’acquisto di veicoli ibridi o elettrici. Inoltre, richieste specifiche includono la piena operatività del Rent e l’emanazione rapida del decreto sul Fse, così da eliminare le zone d’ombra normative che favoriscono la concorrenza distorta.
Il movimento dei tassisti si basa su quattro pilastri: (1) esigere l’applicazione immediata delle norme già approvate, (2) rafforzare i controlli sugli NCC, (3) introdurre misure di sostegno al prezzo del carburante e (4) garantire un dialogo costruttivo con il governo prima del blocco del 15 dicembre. La risposta delle istituzioni nelle prossime settimane sarà determinante per capire se lo sciopero sarà effettivamente necessario.



