Giovedì 1 e venerdì 2 ottobre, le Scuderie Aldobrandini di Frascati hanno ospitato il Policy Lab dal titolo “Affrontare l’Abbandono – Prospettive, metodi ed esperienze per mettere in moto il patrimonio fondiario”. L’iniziativa, promossa dal GAL Castelli Romani e Monti Prenestini in sinergia con la Rete PAC e inserita nel Forum Leader 2026 ha riunito attori nazionali e locali per analizzare una realtà preoccupante: in Italia sono circa 4 milioni di ettari di terreni incolti.
Il quadro normativo: il DDL “Coltiva Italia” e le banche della terra
Alla cerimonia di apertura, la sindaca di Frascati Francesca Sbardella ha espresso l’importanza di trasformare un problema strutturale in una opportunità di sviluppo. Il presidente del GAL, Salvatore Stingo ha poi introdotto i lavori, lasciando spazio al primo panel moderato da Patrizia Di Fazio. Il giurista Livio Villani dell’Ufficio Legislativo del Ministero dell’Agricoltura, ha illustrato i punti chiave del DDL “Coltiva Italia” con particolare attenzione alle banche della terra che i comuni dovranno attivare e alle risorse economiche previste per il recupero dei terreni abbandonati.
Tecnologie satellitari e mappatura: il ruolo di AGEA
Il secondo intervento, curato da Salvatore Carfì direttore dell’Area Coordinamento di AGEA, ha mostrato come i dati satellitari multi-temporali Sentinel operativi a livello nazionale dal 2024, possano identificare le aree incolte con precisione. Carfì ha presentato un caso studio sul territorio di Frascati, evidenziando come la combinazione di geolocalizzazione e analisi temporale possa fornire una mappa dettagliata dei siti più critici, pronto per essere integrato nei piani d’azione dei comuni.
Verso una sperimentazione territoriale condivisa
Il confronto ha prodotto una proposta concreta: il territorio del GAL Castelli Romani e Monti Prenestini si candida a diventare ambito di sperimentazione per un progetto pilota che coniughi dati satellitari, strumenti amministrativi e programmazione locale. Tarcisio Tullio responsabile dell’Ufficio sviluppo locale della Direzione Agricoltura della Regione Lazio, ha ricordato che la programmazione regionale consente ai GAL di lanciare progetti integrati capaci di rispondere alle esigenze delle aree rurali.
Le Associazioni Fondiarie sono state citate come strumenti organizzativi fondamentali per gestire la restituzione dei terreni. Franco Mantino ricercatore del CREA, ha condiviso esperienze di successo in Piemonte, mentre Claudio Di Giovannantonio di Arsial ha illustrato il bando regionale dedicato all’associazionismo forestale. Il commissario della Comunità Montana dei Castelli Romani e Prenestini, Marco De Carolis ha presentato il progetto avviato dalla comunità, evidenziando le potenzialità di un approccio territoriale integrato.
Il presidente di Uncem, Marco Bussone ha sottolineato la necessità di supportare i comuni più piccoli nell’applicazione delle linee guida del DDL, affinché le risorse messe a disposizione non rimangano inconcludenti per difficoltà amministrative.
Il secondo giorno è stato dedicato all’aspetto tecnico-operativo, con workshop pratici su censimento, programmazione e monitoraggio. Le proposte emerse saranno formalizzate entro fine ottobre e presentate al Forum Nazionale dei GAL all’Aquila, con l’obiettivo di trasformare le discussioni di Frascati in modelli replicabili a livello nazionale.
Il bilancio del Policy Lab è stato definito estremamente positivo: il terreno è stato trattato non solo come spazio agricolo ma come ecosistema produttivo, ambientale e sociale. Per il GAL Castelli Romani e Monti Prenestini rappresenta ora una prospettiva concreta per sperimentare strumenti innovativi, favorire la collaborazione interistituzionale e convertire i 4 milioni di ettari di terreni incolti in una leva di sviluppo capace di tutelare il paesaggio, rilanciare l’economia locale e generare nuove opportunità per le comunità.



