Il nome di Vittorio Sgarbi è di nuovo al centro dell’attenzione nazionale dopo che il noto critico d’arte, ormai settantquattroenne, è stato ammesso in terapia intensiva presso il Policlinico Gemelli di Roma. L’ospedale ha confermato il ricovero senza fornire ulteriori dettagli clinici, ma fonti sanitarie hanno indicato che le sue condizioni sono attualmente gravi e richiedono un monitoraggio costante.
La notizia, diffusa nella mattina del 1° ottobre 2026, ha subito innescato una serie di richiami al passato medico di Sgarbi, caratterizzato da una serie di eventi critici che ne hanno segnato la vita negli ultimi anni. Dal cancro alla prostata superato nel 2021 alla crisi depressiva del 2025, fino alla recente disputa legale con la figlia Evelina, ogni elemento sembra contribuire a un quadro complesso di salute e vulnerabilità.
Il ricovero al Policlinico Gemelli
Il Policlinico Gemelli di Roma, uno dei più grandi centri di eccellenza in Italia, ha comunicato che il paziente è stato disposto in terapia intensiva e che le sue funzioni vitali sono soggette a controllo continuo. Al momento non è stata resa pubblica una diagnosi precisa, ma le fonti interne riportano che il transferimento in unità di terapia intensiva è stato deciso a causa di un aggravamento di uno stato di salute già delicato.
Condizioni cliniche e monitoraggio
Secondo il personale medico, Sgarbi è sottoposto a monitoraggio emodinamico e a una serie di esami diagnostici volti a individuare le cause dell’instabilità. Gli specialisti stanno valutando sia possibili complicanze cardiache sia altre patologie sistemiche, senza escludere un legame con la crisi depressiva vissuta l’anno scorso.
I precedenti problemi di salute di Sgarbi
Nel corso degli ultimi sei anni il critico ha dovuto affrontare diverse situazioni critiche. Nel 2020-2021 ha combattuto e superato un cancro alla prostata dichiarandosi vittorioso dopo cicli di radioterapia e terapia nucleare presso l’ospedale Sant’Orsola di Bologna. Successivamente, nel 2025, è stato colpito da una grave sindrome depressiva che lo ha portato a un ricovero di circa un mese al Gemelli, accompagnato da una drastica perdita di peso e da difficoltà alimentari.
Depressione del 2025 e ricovero precedente
Nel marzo 2025, la salute mentale di Sgarbi è precipitata: ha raccontato pubblicamente di non riuscire più a mangiare e di aver rischiato di morire per sottopeso estremo. L’intervento ospedaliero è stato necessario per stabilizzare le sue condizioni, e nel frattempo ha ricevuto una diagnosi di depressione severa, che ha richiesto un percorso terapeutico multidisciplinare.
Patologie pregresse
Oltre al cancro e alla depressione, il critico ha sofferto di ischemia miocardica acuta e di un attacco cardiaco che lo ha costretto a una visita d’urgenza a Modena. Questi eventi hanno già richiesto l’intervento di specialisti cardiovascolari, creando una storia medica complessa che rende più difficile la gestione di nuovi eventi acuti.
Contesto familiare e apparizioni recenti
Nel nuovo periodo di vita pubblica, Sgarbi ha partecipato a diversi eventi culturali: il Salone del Libro di Torino a maggio 2026, l’inaugurazione della mostra “Da Monet a Van Gogh a Kandinsky” a Ferrara a settembre, e un’intervista alla Milanesiana di Bergamo a fine giugno. In queste occasioni, ha mostrato segnali di ripresa, sostenuto da una forte presenza mediatica.
Parallelamente, la famiglia si è trovata al centro di un acceso scontro: la terza figlia, Evelina, ha chiesto al tribunale l’intervento di un amministratore per la gestione dei beni paterni, ritenendo il padre non più capace di prendere decisioni autonome. Sgarbi ha respinto le accuse, definendole motivate da interessi economici e senza fondamento. Questo litigio ha aggiunto ulteriore pressione emotiva e legale al già delicato stato di salute.
La combinazione di fattori clinici pregressi, recenti tensioni familiari e la gravità dell’attuale ricovero rende la situazione di Vittorio Sgarbi particolarmente delicata. Le autorità ospedaliere continuano a tenere sotto stretto controllo l’evoluzione del quadro clinico, in attesa di ulteriori comunicazioni ufficiali che possano chiarire la natura esatta della patologia che ha richiesto il trasferimento in terapia intensiva.



