14 Settembre 2026 🌤 24°

Omicidio stradale di Giulia Capraro: la madre chiede verità e rispetto

Antonella Zevini, madre di Giulia Capraro, vittima di un omicidio stradale, lotta per la verità e per cambiare le leggi sull'omicidio stradale. Tre anni e tre mesi dopo la tragedia, la madre chiede giustizia e rispetto per tutte le vittime della strada.

Omicidio stradale di Giulia Capraro: la madre chiede verità e rispetto

Il 15 settembre 2026, il Tribunale di Velletri sarà nuovamente al centro di una battaglia per la giustizia. Antonella Zevini, madre di Giulia Capraro, la giovane di 17 anni deceduta in un Incidente stradale il 13 giugno 2023, continuerà la sua lotta per la verità e il rispetto delle leggi sull’omicidio stradale.

L’udienza di martedì segnerà un altro passo in un percorso lungo e doloroso, iniziato tre anni, tre mesi e due giorni fa, quando Giulia perse la vita tra Marino e Castel Gandolfo. La madre di Giulia, Antonella Zevini, non si è mai arresa e continua a chiedere che la giustizia faccia il suo corso, senza compromessi.

Un processo lungo e doloroso

Il conducente dell’auto sulla quale viaggiava Giulia è imputato per omicidio stradale aggravato. Il giovane era alla guida della vettura quando, il 13 giugno 2023, si verificò l’incidente. Giulia sedeva accanto a lui, sul sedile anteriore, con la cintura di sicurezza regolarmente allacciata.

Antonella Zevini ha sempre denunciato la mancanza di pentimento da parte dell’imputato. «Ho incrociato l’imputato in questo Palazzo di Giustizia e non mi è stato rivolto neppure uno sguardo», ha dichiarato la madre di Giulia dopo l’ultima udienza. La mancanza di scuse e di pentimento ha reso il percorso giudiziario ancora più doloroso per la famiglia.

La madre di Giulia ha sollevato anche interrogativi sulle condizioni della vettura e sugli accertamenti eseguiti dopo l’incidente. Secondo quanto denunciato da Antonella, l’automobile avrebbe avuto quattro pneumatici di marche differenti e il conducente non sarebbe stato sottoposto a tutti gli esami che la famiglia riteneva necessari.

La battaglia contro il patteggiamento

Il procedimento giudiziario potrebbe concludersi con un patteggiamento un’eventualità contro la quale Antonella Zevini si batte con forza. «A cosa sarà servito far passare tutto questo tempo e questo ulteriore strazio se concederanno il patteggiamento?», ha domandato la madre di Giulia nei giorni scorsi.

Antonella Zevini ha rivolto un appello pubblico alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, chiedendole di prestare attenzione al «mondo invisibile ma numerosissimo» dei familiari delle vittime di omicidio stradale. «Sarebbe importante che avesse la stessa attenzione per noi mamme, i cui figli sono stati ammazzati in un secondo sulle strade italiane», ha scritto.

La madre di Giulia ha anche denunciato la distanza tra l’esistenza della legge sull’omicidio stradale e la sua concreta applicazione nelle aule giudiziarie. «La legge esiste, ma poi cosa accade?», si domanda Antonella Zevini, sottolineando l’importanza dei primi rilievi e degli accertamenti immediatamente successivi a un incidente.

Un dolore che non si attenua

Antonella Zevini ha parlato del dolore che non diminuisce con il trascorrere dei mesi, ma diventa più profondo insieme alla consapevolezza di tutto ciò che Giulia non potrà più essere e vivere. «Nessun figlio dovrebbe morire prima dei propri genitori. Quello che resta a una madre non è più una vita: è un ergastolo di dolore», ha dichiarato.

Nonostante il dolore, Antonella continua a cercare una ragione per andare avanti. «Esiste una dignità del dolore e si deve combattere per migliorare il futuro. Voglio piantare un seme del quale forse non vedrò mai i frutti», ha spiegato.

Martedì 15 settembre, le porte dell’aula si apriranno ancora una volta. Fuori dal Tribunale di Velletri ci saranno fotografie, storie, genitori e familiari arrivati da lontano. Dentro, si deciderà un nuovo passaggio del procedimento per la morte di Giulia. Sul Palazzo di Giustizia di Velletri torneranno così a concentrarsi l’attesa di una madre e una domanda che, dopo tre anni, tre mesi e due giorni, non ha ancora trovato pace: può la vita di una ragazza di 17 anni essere ridotta a un patteggiamento, senza che si faccia quanto possibile per arrivare alla verità dei fatti?

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app

Roma adesso

QUALITÀ ARIA
Moderata
PM10 10 · NO₂ 15 µg/m³
SOLE OGGI
↑ 06:48 · ↓ 19:23
Durata giorno 12h 35'
ACCADUTO OGGI
-509
Il console romano Marco Orazio Pulvillo inaugura il Tempio di Giove Ottimo Massimo sul…