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Roma indaga su italiani nei file Epstein: cosa sta succedendo

La Procura di Roma ha aperto un fascicolo sugli Epstein Files, indagando su possibili connessioni italiane con il finanziere. Scopri i dettagli e i nomi coinvolti.

Roma indaga su italiani nei file Epstein: cosa sta succedendo

La Procura di Roma ha aperto un fascicolo per violenza sessuale e ha inviato una rogatoria al Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti per acquisire documenti riservati relativi agli Epstein Files nell’ambito di verifiche su possibili coinvolgimenti di cittadini italiani e attività avvenute sul territorio nazionale.

Il provvedimento è scattato dopo un esposto presentato dall’associazione Differenza Donna e mira a stabilire se dai documenti emergano elementi utili per ipotesi di reato di tratta, violenza e sfruttamento sessuale di donne e minori. Ultimo aggiornamento: 5 settembre 2026.

Perché l’inchiesta riguarda l’Italia

I documenti disponibili degli Epstein Files contengono riferimenti a località italiane quali Capri la Costiera Amalfitana la Costa SmeraldaMilano e Roma oltre a menzioni di cittadini italiani. La Procura coordinata dal procuratore aggiunto Maurizio Arcuri ha quindi ritenuto necessario ottenere gli atti ancora protetti negli archivi americani per valutare l’eventuale rilevanza penale di condotte che sarebbero ricadute sulla giurisdizione italiana.

Chi è coinvolto e quali nomi emergono

Tra i nomi citati nei documenti compaiono Lapo Elkann ed Eduardo Teodorani. Il deputato Thomas Massie, che ha avanzato richiesta di accesso a documenti ancora secretati negli Stati Uniti, ha sollecitato indagini su una lista di persone, fra cui i due italiani citati sopra. Massie e il collega Ro Khanna hanno promosso iniziative per la trasparenza, incluse proposte legislative note come l’Epstein Files Transparency Act II per consentire maggior accesso ai file da parte di autorità e vittime.

Dichiarazioni e passi procedurali

Lapo Elkann ha risposto pubblicamente alla comparsa del suo nome nelle carte: “Vedere il proprio nome accostato a quello di Jeffrey Epstein, in assenza di elementi che giustifichino tale associazione, è inaccettabile. Ho incrociato Jeffrey Epstein due volte: la prima a New York, ai tempi in cui ero assistente di Henry Kissinger, in un contesto pubblico e una seconda volta a Roma a un evento di business legato a Brasilinvest.” Elkann ha inoltre precisato che non c’è corrispondenza diretta tra lui ed Epstein negli archivi pubblici e ha richiamato il suo impegno sulla protezione delle vittime attraverso la Fondazione LAPS.

Obiettivi della rogatoria e campo d’azione

La rogatoria inviata al Dipartimento di Giustizia punta a ottenere atti non pubblicati, comprese comunicazioni, elenchi di viaggi e incontri e altri documenti che possano chiarire relazioni e spostamenti del finanziere. La Procura intende verificare se emergano elementi che configurino reati perseguibili in Italia, con attenzione a episodi che coinvolgano persone fisiche sul territorio nazionale o cittadini italiani all’estero.

Le indagini italiane si inseriscono in una più ampia rete di accertamenti internazionali sugli Epstein Files. Il Dipartimento di Giustizia statunitense ha indicato che l’archivio potrà essere aggiornato con ulteriori documenti e che alcune pratiche di declassificazione o rilascio potrebbero seguire iter procedurali. La Procura di Roma proseguirà gli accertamenti in relazione a nomi e collegamenti emersi, senza ipotesi di colpevolezza pregiudiziale verso le persone citate.

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