Valter Lavitola, l’imprenditore al centro delle indagini per l’attentato a Sigfrido Ranucci, è rimasto in carcere dopo l’interrogatorio di garanzia. Il giudice per le indagini preliminari ha respinto la richiesta di domiciliari, ritenendo ancora elevati i rischi di inquinamento probatorio e di fuga.
Durante l’interrogatorio, Lavitola ha ammesso di essere il mandante dell’attentato, sostenendo che l’azione era stata organizzata per il bene di Ranucci, al fine di incrementare il livello di scorta del giornalista, minacciato secondo la sua versione.
La versione di Lavitola: un attentato ‘dimostrativo’
Lavitola ha dichiarato di aver commissionato un’azione dimostrativa chiedendo ai suoi complici di sparare quattro o cinque colpi di pistola contro il muro della villetta di Ranucci a Pomezia. Tuttavia, il piano è sfuggito di mano, e gli esecutori materiali hanno fabbricato una bomba rudimentale con gelatina da cava, causando danni alle auto del giornalista.
Secondo Lavitola, l’uso della bomba, sebbene non previsto, aveva comunque un valore dimostrativo. Il giudice, tuttavia, ha definito le sue dichiarazioni fumose e generiche prive di indicazioni concrete.
Il ruolo di Gomes Tavares e la banda dell’Avellinese
Lavitola ha rivelato di aver affidato l’incarico al suo factotum, Gomes Tavares, attualmente latitante. Tavares ha poi coinvolto una banda di quattro persone originarie dell’Avellinese per eseguire l’attentato. La procura di Roma ha richiesto l’estradizione di Tavares per interrogarlo.
Gli inquirenti stanno ancora verificando le comunicazioni di Lavitola, sequestrate durante una perquisizione domiciliare il 4 luglio. I risultati di queste analisi potrebbero fornire ulteriori dettagli sulle dinamiche dell’attentato.
Ranucci e le indagini in corso
Sigfrido Ranucci, conduttore di Report, è stato convocato in procura come persona informata sui fatti. Durante le audizioni precedenti, il giornalista non ha mai fatto riferimento al suo rapporto con Lavitola, né al progetto politico dell’ex editore.
Il legale di Ranucci ha definito la versione di Lavitola delirante sottolineando che il giornalista aveva già una scorta da anni e una popolarità consolidata. La procura sta ancora indagando per fare chiarezza su tutti gli aspetti del caso.
Intanto, l’Ad Rai Giampaolo Rossi ha ricevuto una relazione del Comitato etico sulla vicenda riguardante Ranucci. La relazione, secretata come sempre, non determinerà automatismi sulla scelta editoriale relativa a una eventuale sostituzione del conduttore.



